Chiaro, deciso, categorico ed anche un po’ provocante ha abilmente condotto un incontro informale alle Officine Cantelmo e, dopo gli interventi di alcuni rappresentanti del Pd, ha concluso togliendosi qualche sassolino dalle scarpe su incomprensioni presenti e passate con l’operato del suo partito

Cosimo Casilli, esponente Pd, promuove le Primarie ma non ne prende parte. Le promuove e le auspica attraverso gli interventi di chi ha voluto dare un contributo personale sull’incontro ufficioso di questa sera che ha ruotato attorno all’argomento al centro del dibattito politico leccese delle ultime settimane: le Primarie del Pd. Tra favorevoli e contrari ogni intervento ha dato una lettura interna al centrosinistra e alla capacità di presentarsi alle prossime amministrative leccesi con la preparazione necessaria ad “espugnare” la città al centrodestra.

“Primarie, strumento da maneggiare con prudenza” secondo Umberto Uccella, ex dirigente della Stp, in riferimento all’annuncio fatto dai vertici di partito lo scorso mercoledì dopo la decisione di procedere con le Primarie su due fronti: politiche e delle idee. “Strumenti convincenti – secondo Uccella – ma che vanno adeguati agli obiettivi che si vogliono raggiungere”,criticando la ristrettezza del margine politico. Un allargamento del perimetro è l’argomento da affrontare. Secondo Uccella, allargare la coalizione anche a costo di sacrificare le Primarie, qualora non siano nelle intenzioni di partiti che confluiscono nel centrosinistra con l’allargamento.

“Folle continuare a discutere sul da farsi, le Primarie sono una conquista dalla quale non ci si può sottrarre –  per il senatore Alberto Maritati – il partito indichi al più presto un candidato e scenda tra la gente esponendo propositivamente gli intenti, guardiamo avanti senza girarci a criticare gli altri governi”. Dello stesso avviso l’ospite (senza invito) di riguardo, l’onorevole Udc Lorenzo Ria che con le tre voci “democrazia, partiti, primarie” individua nel confronto elettorale il tassello che tiene in piedi la democrazia attraverso i partiti.

“Primarie si, ma il programma non sia secondario altrimenti la disaffezione alla politica aumenta e i cittadini non crederanno in un progetto che di fatto non c’è”,  secondo Sergio Ventura, ex assessore comunale. Il Pd falcidiato dall’astensione per Sandro De Matteis, sulla stessa linea di Uccella e subito dopo l’annuncio del segretario cittadino Fabrizio Marra, sull’intento di mettere in campo più candidati al fine di aumentare la partecipazione popolare, almeno due, senza compromettere le regole statutarie. Sui programmi si pensa in seguito.

Per concludere, Casilli dopo aver spaziato in contesti di economia politica, di etica morale, di diritto costituzionale e sull’excursus del suo passato politico, è tornato su Lecce e ha considerato le Primarie un punto di partenza imprescindibile. Ma servono i candidati, servono i soggetti che il partito non ha ancora indicato. Carlo Salvemini, fuori dal Pd, si è da tempo reso disponibile al confronto, il dubbio resta sulle voci di corridoio Sansonetti, Capone. Tre autorevoli nomi, che sono collegati in maniera diretta e indiretta alla realtà regionale la quale, secondo Casilli, dovrebbe essere coinvolta nella persona del presidente, deputato a intervenire, anche nell’ipotesi che il suo vice potrebbe venire meno in vista di una candidatura. Scomodare Vendola per stabilire i candidati delle primarie a Lecce, una questione salomonica. Indispensabile resta comunque per Casilli l’allargamento della coalizione e la consapevolezza di una società che cambia, “vincerà chi per primo saprà interpretare il cambiamento, la Capone decida al più presto e il centrosinistra scelga con serietà e serenità, la mia proposta di candidatura non è stata accolta dai vertici che preferiscono un soggetto con meno esperienza politica, io non condivido il metodo e mi tiro fuori, buona fortuna a tutti”.