“I direttori generali si trovano ad avere un margine d’azione piuttosto ristretto, avendo da una parte la minaccia del penale, con l’interruzione di pubblico servizio e dall’altra quella della Corte dei Conti. D’altra parte è per attuare le disposizioni della penultima finanziaria

che si è resa necessaria l’interruzione di numerosi rapporti di lavoro”.  E’ con queste parole che l’Assessore alle politiche della salute ha risposto all’intervento in Consiglio regionale del capogruppo della Puglia prima di tutto, Francesco Damone, che ha posto con forza la situazione estremamente delicata in cui versa la sanità in provincia di Foggia, in cui un cospicuo numeri di medici e altri operatori precari è in procinto di vedersi interrotto il rapporto di lavoro. Damone ha chiesto all’Assessore Fiore, alla maggioranza e all’intero Consiglio regionale un intervento forte per scongiurare questa eventualità che avrebbe ripercussioni pesantissime nella erogazione dei Livelli essenziali di assistenza.
L’assessore ha fatto presente che a breve ci sarà un incontro nella Prefettura del capoluogo dauno per discutere la situazione degli ospedali foggiani. Riguardo all’invito fatto dal capogruppo della Ppdt di trovare nelle pieghe del bilancio regionale le risorse necessarie per riassumere il personale in procinto di essere licenziato, Fiore ha risposto che “dal punto di vista amministrativo non ci sono soluzioni praticabili; è impossibile infatti trasferire risorse da capitoli di spesa differenti e la spesa per l’assunzione del personale, inoltre, è regolata da leggi nazionali che risalgono al 2006”. “A questo punto – ha concluso Fiore -, vi sono due exit strategy possibili: la prima è quella delle deroghe al blocco delle assunzioni, la seconda è il piano straordinario di accorpamento dei servizi ospedalieri”.
Fiore ha ricordato che sulle deroghe si è già mosso il presidente della Regione Vendola che ha scritto ai ministri competenti (Fazio, Tremonti e Fitto), ricevendo una risposta positiva dal ministro della Salute Fazio. Con il piano straordinario di accorpamento degli ospedali, invece, si possono garantire i livelli essenziali di assistenza e le prestazioni d’urgenza.

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