“La minaccia di licenziamento di oltre 700 lavoratori da parte del gruppo Adelchi rischia di diventare sempre più inquietante.” Lo dichiara la Vicepresidente della Regione Puglia, Loredana Capone. “Per questo sento, anzitutto, il dovere di chiedere un atto di responsabilità importante al Sig. Sergio Adelchi.

Un atto che scongiuri il licenziamento e che salvaguardi la permanenza del Gruppo Adelchi sul territorio o piuttosto impegni l’intero gruppo a cercare soluzioni alternative per i lavoratori.
Si tratta di un atto di responsabilità economica e sociale, indispensabile per un gruppo che deve fare i conti con il “fardello” dei 700 lavoratori in crisi.
Un atto al quale abbiamo invitato tutte le società in crisi e che tutti gli altri gruppi imprenditoriali presenti in Puglia stanno mettendo in campo. Si pensi a Bosch e Getrag nella meccanica: la crisi dell’automotiv aveva determinato una triste prospettiva per la permanenza in Puglia dei due gruppi industriali con il rischio di licenziamento di migliaia di lavoratori; si pensi al caso Teleperformance nel settore dei servizi per alcune centinaia di lavoratori o, ancora al caso BAT, nella produzione di sigarette, o infine al caso Miroglio nello stesso settore tessile.
Nessuna ha lasciato irrisolto il problema. Ciascuna ha ripristinato sia pure in parte i rapporti di lavoro e investito per crescere anche con l’aiuto di fondi regionali, o ha avviato attività di scouting con l’ausilio di altre società per trovare investitori che assumessero i lavoratori.
È il caso della Miroglio, per esempio, a Castellaneta e Ginosa, o della BAT, nel territorio leccese, i cui lavoratori potranno cominciare i corsi di formazione per la riconversione il 28 ottobre p.v., in modo da essere tutti assunti in altre aziende.
In tutti questi casi la ricerca di nuove opportunità di investimento ovvero di nuovi investitori anche utilizzando gli incentivi regionali è anzitutto opera dell’azienda che “intende lasciare”.
Senza la fondamentale collaborazione degli A.D. di Getrag o Bosch quelle aziende avrebbero de localizzato in Messico nel 2009 quando si era all’apice della crisi dell’automotiv e oggi non sarebbero qui a realizzare nuovi investimenti e contratti di programma in Regione, mantenendo gli occupati per i quali avevano avviato le procedure di mobilità e, addirittura, generando nuova occupazione. Senza la proficua attività di scouting commissionata da Miroglio oggi non si sarebbe trovata una soluzione a Castellaneta e Ginosa.
E così in tutti gli altri casi.
Ecco perché la collaborazione di Sergio Adelchi è fondamentale.
Fondamentale è altresì il ruolo del Governo: quella di Adelchi è una crisi di rilievo nazionale, con 700 lavoratori coinvolti. Né più né meno di Termini Imerese o di Irisbus.
E ha ragione il sindaco di Miggiano a dire che il Governo deve farsene carico.
L’attrazione di investimenti, specie per crisi così importanti non può che essere compito del Governo come del resto la legge dispone testualmente, anche da ultimo con il D.L. 25/6/2008 n. 112.
Ecco perché il Ministero dello Sviluppo Economico deve occuparsi con serietà e senza indugio della Vertenza Adelchi e non può farlo solo interpretando passivamente e burocraticamente l’accordo di programma del 2007.
Sono necessari interventi di politica industriale complessi per situazioni di crisi così rilevanti, come da tempo chiediamo in conferenza Stato/Regioni noi assessori regionali allo sviluppo economico di tutte le parti d’Italia, uniti al di là del colore politico, come chiedono Confindustria, la BCE e il presidente Napolitano.
Non si può più attendere.”

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