Prova del nove, questo pomeriggio per i commercianti del mercato bisettimanale, che si sono incontrati nel piazzale della nuova area mercatale in via Roma, assieme all’assessore alle attività economiche Luigi Coclite.

Gli operatori hanno portato con sé alcuni dei loro camion, che in teoria andrebbero parcheggiati nelle aree destinate assieme alle bancarelle, mostrando così all’assessore la difficoltà di spazio.

Niente di nuovo, secondo i commercianti, che hanno dato anche dimostrazione di come i mezzi con annessa tenda, superino ulteriormente i 36 metri designati.

L’assessore Coclite ha osservato ogni cosa, chiedendo agli operatori qualche giorno per poter riflettere sulla questione e cercare di trovare una soluzione.

Risposta che pare non sia piaciuta tanto alla controparte o almeno ad alcuni dei commercianti più infervorati dalla faccenda e che hanno poca fiducia nell’amministrazione comunale.

Le lamentele sono tante, non solo circa lo spazio ma anche perché sostengono che quando il numero degli operatori aumenterà, una volta che chi non è entrato in graduatoria otterrà il ricorso al Tar, allora il problema sarà triplicato. “I problemi sono tecnici”, continuano impuntandosi e negando l’utilità della nuova area mercatale. Ricordiamo che la zona è stata decisa con una delibera del 2005, che questa amministrazione ha ereditato e su cui ha continuato a lavorare senza nessuna lamentela da parte degli operatori fino ad ora.

L’assessore Coclite ha poi rammentato la questione delle autorizzazioni. Se ai commercianti spettavano solo 32 o 33 metri in tutto, come attestano le documentazioni di ognuno, perché hanno acquistato dei mezzi superiori alla metratura consentita? E poi ancora perché in tutti i mercati d’Italia esistono solo le bancarelle nelle aree destinate mentre qui a Lecce, tutti devono avere il proprio mezzo a far volume?

“E’ vero che alcuni hanno bisogno dello spazio, perché hanno strutture fisse ma non sono tutti nella stessa situazione”, ha fatto notare l’assessore. “L’amministrazione aveva due scelte davanti a questa faccenda, o permettere a tutti di lavorare o allargare gli spazi ed estromettere qualcuno. Qual era la soluzione più giusta?”

In parole povere la questione non si è ancora risolta, anzi continua senza tregua accendendo gli animi su più fronti. Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

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