fondo di capanna di età bizantina in corso di scavoInaugurazione sabato 8 ottobre 2011 alle ore 18 presso il MUSA, il museo storico-archeologico dell’Università del Salento, nel complesso “Studium 2000” (via di Valesio, Lecce), per la mostra di archeologia medievale

e paleobotanica “La storia nel pozzo: ambiente ed economia di un villaggio bizantino in Terra d’Otranto”. La mostra, curata da Paul Arthur e Girolamo Fiorentino, ha lo scopo di illustrare e rendere noti al vasto pubblico gli importanti risultati di una ricerca condotta dalle cattedre di Archeologia Medievale e di Paleobotanica dell’Ateneo leccese in collaborazione con le Università di York e di Copenhagen.

L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 25 novembre (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.30), è incentrata su un rinvenimento eccezionale effettuato a Supersano (Lecce) dal professor Arthur e dalla sua équipe durante la campagna di scavo del 2007, condotta grazie anche al contributo finanziario del Comune di Supersano. Qui è stato indagato un pozzo per attingere acqua, con all’interno un deposito di materiali organici, databili al VII-VIII secolo e perfettamente conservati: semi, porzioni di frutto e manufatti lignei, oltre a materiali ceramici. Il pozzo è in un’area occupata in età bizantina da un villaggio scoperto nel 1999. La mostra presenterà la vita quotidiana nel villaggio e le attività produttive della comunità ivi insediata. Quindi farà conoscere da vicino il contesto del pozzo e i materiali rinvenuti all’interno di esso, il cui studio ha reso possibile la ricostruzione dell’ambiente e del paesaggio intorno all’antico Bosco di Belvedere.

L’eccezionale rinvenimento, tra i materiali del pozzo, di vinaccioli non combusti ha consentito lo studio del DNA di questi resti vegetali. Le analisi condotte presso l’Istituto “Ancient DNA” di Copenhagen hanno permesso di risalire alla varietà del vitigno coltivato a Supersano nel Medioevo. La ricerca per la prima volta ha chiarito le modalità di produzione del vino nel Salento durante l’età bizantina.

Il percorso della mostra sarà articolato attraverso l’esposizione di reperti archeologici e paleovegetali, pannelli didattici e illustrativi e ricostruzioni che riproducono le capanne del villaggio e il pozzo. All’interno della mostra, grazie a una sponsorizzazione della NIKON, vi sarà anche una postazione con uno stereomicroscopio. Un giovane ricercatore spiegherà al pubblico come si effettua l’analisi dei materiali organici antichi, studio dal quale non si può più prescindere per ricostruire il paesaggio e l’economia del mondo antico.

La mostra è realizzata dal MUSA, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica della Puglia, nell’ambito del progetto “Dal Salento all’Oriente mediterraneo. Recenti ricerche di storia antica ed archeologia dell’Università del Salento”, cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia.

Il MUSA, museo storico-archeologico dell’Università del Salento, ha sede a Lecce in via di Valesio, all’interno del complesso “Studium 2000”. Inaugurato nel 2007, il Museo universitario espone nelle sue cinque sale, avvalendosi delle più innovative tecnologie di comunicazione, reperti archeologici ma soprattutto ricostruzioni di contesti antichi (calchi, plastici, video) frutto delle ricerche condotte nel Salento e più in generale nel Mediterraneo dall’Università del Salento.

La mostra sarà visitabile presso il MUSA dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13.30
e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.30.
Ingresso gratuito. Per informazioni e prenotazione visite guidate
è possibile telefonare al numero 0832/294253 oppure scrivere a infomusa@unisalento.it

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