L’ultima gara della sua vita, Marco Simoncelli, l’ha corsa sul circuito malese di Sepang alle 10.00 di questa mattina, ora italiana. Dopo soli due giri, il “SuperSic”, così veniva soprannominato, affettuosamente, il pilota romagnolo, perde il controllo della sua Honda Gresini che scivola, prendendo una strana traiettoria.

La moto, infatti, all’uscita di una curva a destra, anziché portarlo verso l’esterno, lo ha tenuto in pista. La Monster Yamaha Tech 3 di Colin Edwards e la Ducati di Valentino Rossi non potevano più evitarlo. L’impatto è stato tremendo: Simoncelli, rimasto aggrappato alla Honda nel disperato tentativo di riprendere la posizione, è finito contro le ruote dell’accorrente Edwards e di Rossi che è riuscito comunque a tenere in piedi la moto nonostante il contatto e un successivo fuori pista. Il pilota della Honda ha perso addirittura il casco per poi rimanere privo di sensi sull’asfalto. Edwards, invece, si è rialzato piuttosto dolorante ad una spalla. Rivedendo le drammatiche immagini, tutti, anche i telespettatori da casa si sono effettivamente resi conto della gravità di quel che si era appena consumato in Malesia. Su decisione della direzione di gara, i commissari di pista hanno immediatamente esposto la “red flag” (bandiera rossa), comunicando ai piloti la sospensione di questa penultima prova del motomondiale. La corsa è stata successivamente annullata quando ancora non si avevano notizie sulle condizioni del giovane pilota. Il personale del centro medico, dove è stato trasportato subito dopo l’incidente già in stato di arresto cardiorespiratorio, ha tentato di rianimare il corpo del povero Simoncelli, per il quale, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Oltre ad aver riportato traumi alla testa e al torace, secondo quanto riferito da testimoni, sembra che proprio sul collo gli sia rimasto il segno di uno pneumatico. Forse, potrebbe essere questo il motivo per cui il pilota 24enne ha perso la vita. Finendo con una gomma che gli è passata su una parte del corpo difficile da proteggere. È strano, ancora per una volta, il gioco del destino: tre anni fa Simoncelli proprio sul tracciato di Sepang conquistò con la Gilera il mondiale classe 250, il primo e unico alloro iridato della sua breve e sfortunata carriera. Riguardo alle possibili cause dell’incidente, qualcuno ha ipotizzato che la colpa possa ricadere in parte sul sistema di trazione elettronica utilizzato dalle moderne due ruote: in quel frangente, la Honda di Simoncelli avrebbe addirittura recuperato aderenza, seguendo una sua logica di corsa. “Sfuggendo”, quindi, al controllo del pilota. Al di là ovviamente dell’errore umano. Un ragazzo buono Simoncelli, estroverso e originale, proprio come l’amico e rivale Valentino Rossi, dal quale probabilmente avrebbe ereditato, per talento, il ruolo di protagonista del motomondiale. Una persona vera innanzitutto, poi un bravo pilota. La passione per le corse motociclistiche lo ha sempre accompagnato: dalle minimoto con le quali correva già da bambino alla massima vetrina mondiale delle motoGP, fino all’ultima staccata e agli ultimi battiti di questa mattina. Appresa la notizia della morte, avvenuta intorno alle 11.00, i compagni di gara, la squadra Honda Gresini, gli appassionati, personaggi dello sport e dello spettacolo e la stessa cittadinanza di Coriano, nel riminese, dove viveva da diverso tempo, hanno salutato tristemente il campione romagnolo, unendosi al dolore morale della famiglia. Anche il campionato di serie A lo ha ricordato con un minuto di raccoglimento prima delle gare in programma oggi. Un grande vuoto che lascia tutti senza parole.