”Non è stata intercettata e non c’è negli atti delle indagini alcuna conversazione telefonica o tra presenti e non è risultato, neanche durante i servizi di osservazione, alcun contatto dal quale possa ritenersi, ricavarsi o comunque desumersi

che alcun politico, parlamentare, consigliere o assessore comunale, provinciale o regionale avesse acquistato, acquistasse o dovesse acquistare qualsivoglia tipo di droga ovvero ne avesse fatto, ne facesse o dovesse farne uso”. Lo precisa in una nota il procuratore capo della Repubblica di Lecce e della Direzione Distrettuale Antimafia, Cataldo Motta, a proposito delle notizie ripetutamente diffuse dai quotidiani locali circa conversazioni, riguardanti acquisti di cocaina o che trattino argomenti relativi ad essa o ad altre sostanze stupefacenti, con parlamentari e amministratori comunali che sarebbero state intercettate nel corso delle indagini della cosiddetta operazione ‘Augusta’ che martedi’ scorso ha portato i carabinieri dei Ros e del Comando provinciale di Lecce a una cinquantina di arresti nei confronti del clan Rizzo. Si tratta di una organizzazione criminale di tipo mafioso, federata alla Sacra Corona Unita. Motta definisce ”infondate” queste notizie che ”coinvolgono ingiustamente persone del tutto estranee alle indagini”.

”Le uniche conversazioni cui partecipino esponenti della politica o nelle quali a loro si faccia riferimento – conclude il magistrato – trattano esplicitamente di argomenti leciti riguardanti l’acquisto di un paio di occhiali da parte di Gabriele Rizzo presso un negozio di ottica (dicembre 2007-gennaio 2008), il pagamento di fatture per servizi resi dalla societa’ Iron Service nel 2006/2007 ed il rilascio a Sergio Greco di un documento con le sue generalita’

 

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