“Nei Conti degli Enti sono necessarie regole ferree, ma queste non devono condizionare negativamente la vita dei cittadini e mettere a rischio la sopravvivenza delle imprese. Sono sotto gli occhi di tutti i danni ai lavoratori, alle imprese e ai malati prodotti

dal patto di stabilità interno di cui da tempo l’Unione di Centro ne chiede la revisione”.
Lo ha detto il Presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, nel dibattito odierno in Aula dove l’assessore al Bilancio Michele Pelillo ha informato il Consiglio regionale della novità e dell’intesa raggiunta con Anci e Upi sui criteri di riparto delle risorse provenienti dalla normativa di modifica del Patto di stabilità.
“C’è qualcuno che pensa di volare alto e dalla sua posizione vede gli uomini come puntini senza accorgersi dei loro problemi e delle necessità primarie – ha commentato il capogruppo Udc – Ci sono imprese che hanno eseguito lavori e vedono bloccati i finanziamenti a loro spettanti per colpa del patto di stabilità interno. Per la stessa ragione i Lavoratori socialmente utili (Lsu) non ricevono l’ulteriore retribuzione per la maggiorazione dell’orario di lavoro. Per non parlare dei danni ai malati a cui non si riescono ad assicurare adeguate cure perché la Puglia è stata condannata ad adottare il Piano di rientro con il conseguente blocco del turn over del personale medico ed infermieristico”.
“Se non riusciamo a vedere tutto questo vuol dire che abbiamo perso il senso della realtà – ha concluso Salvatore Negro – dobbiamo tornare tutti con i piedi per terra e acquisire consapevolezza dei danni che tale patto sta arrecando, soprattutto ad una Regione come la Puglia che già soffre di carenze strutturali e di ritardi politici decennali che hanno messo in crisi l’economia e la stessa sopravvivenza di questo territorio. Prima delle ambizioni personali, sia pur legittime, dobbiamo mettere al primo posto la Puglia ed i pugliesi, con i loro bisogni e le loro aspettative, che un anno fa hanno riposto in noi la loro fiducia eleggendoci al governo della Puglia”.

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