Sull’onda di iniziative dell’amministrazione comunale di Lecce, per il risanamento del bilancio, è stato presentato questa mattina il piano delle alienazioni degli immobili e delle varianti urbanistiche dagli assessori al bilancio Attilio Monosi, all’urbanistica Severo Martini e ai dirigenti di settore Maurizio Guido e Luigi Maniglio.

Il piano che già avuto una prima presentazione nel novembre del 2010, consiste nella vendita di immobili, locali e terreni agricoli di proprietà del Comune e che invece di gravare sulle casse dell’amministrazione, vengono messi in vendita tramite bandi, con l’obiettivo di ricoprire il disavanzo pubblico preesistente.
Grazie alla vendita di 23 immobili, il Comune ha potuto raccogliere più di 4 milioni di euro che hanno iniziato ad alleggerire il disavanzo di 10.800.000 euro del 2009, assieme anche ad altre manovre tra cui Via Brenta, una sistematica lotta all’evasione e la cancellazione di importi irrealizzabili.

I successivi obiettivi di copertura del 2010 di 1.665.000 euro e di 5 milioni del 2011, sono in fase di avanzamento: mancano ancora altri due milioni e mezzo circa di euro da recuperare grazie al piano di alienazioni, fino a dicembre prossimo ma l’amministrazione si ritiene fiduciosa di poter vendere altri immobili prima della fine dell’anno e conseguire quindi con successo l’obiettivo prefissato.

Sono infatti in programma due bandi per la vendita di altri immobili: il primo bando che è stato aperto il 18 ottobre e scadrà il 18 novembre, consta di tre terreni edificabili in via Potenza, via Giammatteo e via Palumbo e che grazie ad una manovra innovativa potranno essere trasformati in lotti residenziali.

Lecce è infatti, il primo comune in Italia ad aver adottato una legge governativa sulle varianti urbanistiche che consente di trasformare terreni ad uso agricolo in zone edificabili. Grazie alla Regione che ha dato il nulla osta per consentire le varianti, già sette terreni hanno cambiato destinazione e tra questi ci sono i tre del bando che da uso agricolo diventeranno nuove zone residenziali “per andare a contribuire e completare la maglia urbanistica della città”, come ha tenuto a sottolineare l’assessore Martini.

Con la vendita di questi terreni, l’amministrazione prevede di recuperare circa 4.800.000 euro, che si aggiungeranno ad altri 3.700.000 euro  che si presume si guadagneranno dalla vendita di altri due lotti che saranno protagonisti del secondo bando previsto entro la fine del 2011 e che comprende alcuni lotti di Piazza Napoli (zona 167) e l’edificio comunale in via Braccio Martello, che è stato già messo all’asta precedentemente.

“Siamo fiduciosi nel fatto che questi lotti saranno acquistati,” ha espresso l’assessore Marti “perché ho avuto la richiesta di informazioni già da alcune aziende. Chiaramente la spesa per l’acquisto è enorme, per cui ci vogliono dei tempi più lunghi per recuperare le risorse; ecco perché rimettiamo al bando il lotto di Via Braccio Martello.”

La proiezione totale di vendita realizzata e da realizzare, considerati anche gli obiettivi del 2012 che ammonteranno a  4.135.000 euro, è di circa 12.705.000 euro, quasi due milioni in più di quelli previsti inizialmente; tali quote saranno poi destinate al debito di disavanzo Pisacane e all’esproprio delle Cave di Marcovito.
“Come qualcuno ha detto”, ha concluso Marti. “Stiamo vendendo i gioielli di famiglia. Ebbene se questo porterà a pareggiare il bilancio e ad estinguere il debito, allora ben venga, vendere i  nostri gioielli.”

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