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Sono 49 in tutto ed eseguite durante la notte dal nucleo dei carabinieri dei R.O.S. e dal comando provinciale di Lecce, tra Puglia, Lazio, Sicilia, Campania, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna, le ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Lecce Alcide Maritati, nei confronti di altrettanti indagati legati alla Sacra Corona Unita, per associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’operazione Augusta nasce nel 2007, nei confronti del clan Rizzo di Lecce, capeggiato dal boss mafioso Salvatore Rizzo, esponente di vertice della SCU e detenuto nel carcere di Saluzzo (Cuneo).

Grazie alle intercettazioni di alcune missive scambiate tra i detenuti, è stato possibile portare alla luce il tentativo di riorganizzazione di un’associazione a delinquere per lo spaccio di droga, l’estorsione e il traffico di armi. Rizzo avrebbe quindi intrapreso un sodalizio con Ivan Firenze, altro affiliato al clan della SCU del defunto Giuseppe Lezzi, arrestato poi nel 2008 sul valico del Brennero con addosso armi e mezzo chilo di cocaina nascosta nel vano di una delle ruote dell’auto con cui viaggiava.
Firenze, detenuto nel carcere di Padova, avrebbe poi utilizzato un uomo di fiducia, l’amico d’infanzia Nicolino Maci, per continuare a dirigere l’associazione, che lavorava come qualsiasi altra organizzazione criminale di stampo mafioso.

Dall’ottobre del 2008 quindi, l’attività di indagine ha ottenuto importanti informazioni, attraverso intercettazioni di conversazioni avvenute all’interno della BMW di Maci, portando così alla luce la struttura forte e gerarchizzata che si era venuta a creare e che aveva come direttori d’orchestra lo stesso Maci, Firenze e Rizzo.

Le investigazioni si sono poi avvalse anche di pedinamenti e appostamenti, altre intercettazioni ambientali e telefoniche, identificando così i vari componenti del gruppo e i rispettivi ruoli e scoprendo un traffico piuttosto ingente di sostanze stupefacenti. Non solo, l’associazione criminosa praticava anche attività estorsiva attraverso una società di servizi, la Iron Service, regolarmente registrata presso la Camera di Commercio di Lecce a nome del nipote di Rizzo, Gabriele. La società, che ha curato anche il servizio di sicurezza durante alcune importanti manifestazioni pubbliche, si occupava di “vigilare” alcuni esercizi commerciali, sotto pagamento imposto tramite estorsione, anche aggravate da uso di armi.

Assieme al clan di Rizzo, un altro nucleo familiare legato alla SCU, è venuto fuori man mano che le forze dell’ordine hanno continuato le indagini. Pare infatti, che in un primo momento i Rizzo – Firenze, avessero avuto contrasti sullo spaccio di droga nella zona di Castromediano e Cavallino, con il gruppo capeggiato da Andrea Leo, detto Vernel, e che ha collaborato e aiutato anche durante la sua latitanza, Alessandro Verardi, altro affiliato SCU, già detenuto ma poi evaso e nuovamente arrestato tre mesi dopo.

Questa seconda organizzazione, che operava tra Lizzanello, Merine, Vernole, Melendugno, Caprarica, Calimera e Martano, spacciava anche nella zona di Cavallino e in particolare di Castromediano, allo stesso modo del clan Rizzo – Firenze. Ne sono nati degli scontri tra il 2008 e il 2009, che però poi sono velocemente tramutati in un accordo.

Pare infatti, da alcune intercettazioni telefoniche che avessero deciso “di fare affari, invece che la guerra”. Da qui è nato quindi un continuo sodalizio che faceva capo a Firenze e di cui hanno beneficiato i due gruppi e anche alcuni detenuti appartenenti al clan Leo: Luigi Santoro, Davide Longo, Marco Greco e Stefano Mazzeo.
L’organizzazione aveva basi solide e una forte gerarchia, con annessa una cassa comune che finanziava lo spaccio della droga, che veniva procurata tramite due canali: il primo dal Lazio, con la collaborazione dei leccesi Sergio Greco, Claudio Camassa, Carlo Brancatelli e Francesco D’Ostuni e dei romani Paolo e Alessandro Cocco e Primo Settembrini, mentre il secondo proveniente dall’Olanda. Nicolino Maci inoltre, l’uomo di fiducia di Firenze, si avvaleva dell’aiuto della moglie, Federica Ciminiello e di altre persone, anch’esse arrestate: Claudio Lazzari, Roberto Schiavi e Alessandro Stabile. Del gruppo criminale facevano parte anche Luigi Lazzari, Massimiliano Bracale e Oliviero Centonze. L’attività criminosa provvedeva al sostentamento anche di alcuni detenuti appartenenti al gruppo, non tutti identificati: tra questi ci sono Antonio Pepe, detto Totti e Roberto Solito.

Delle 49 ordinanze di custodia cautelare inoltre, alcune sono state eseguite nel corso degli anni di indagine: tra gennaio e ottobre 2008, sono stati arrestati anche Simone Corrado, Marta Garrisi, Alberto Brandi, Davide Pasca, Roberto Schiavi, Pietro De Leo, Francesco D’Ostuni e Primo Settembrini; durante tutti questi arresti, sono state sequestrate varie partite di droga, tra cocaina, eroina e hashish, destinata allo spaccio non solo per le strade ma anche a personaggi in vista della “Lecce Bene”.
Durante le intercettazioni, come sempre gli arrestati utilizzavano nomi in codice nella speranza di confondere le forze dell’ordine e quindi armi e droga, diventavano telefoni, moto, biglietti, pesci, appartamenti, occhiali, ecc…

Un altro gruppo non collegato all’associazione mafiosa è stato inoltre individuato nel corso delle indagini ed è stato quindi smantellato con l’arresto dei suoi componenti. Anche questo si occupava di spaccio di droga ed era diretto da Roberto Solito e dalla sua convivente Rossana Elia che gestiva l’attività illecita durante la detenzione del compagno, con l’aiuto di Raffaele Martena di Tuturano, che procurava lo stupefacente dal clan Buccarella di Brindisi. Di questa organizzazione facevano parte anche gli arrestati Nicola Pinto e Pietro Rampino.

“Un ringraziamento speciale a tutte le forze che hanno lavorato assieme con sinergia”, ha dichiarato il generale nazionale dei R.O.S., Giampaolo Ganzer. “E’ stato un lungo lavoro ma che ha portato al successo, dove la collaborazione è stata fondamentale.”

Il Procuratore della Repubblica, Cataldo Motta, assieme alla DDA ha lanciato un monito sul non sottovalutare la SCU. “L’opinione generale è che sia ormai un’organizzazione morta. Questo non è assolutamente vero e ne è la prova questo che è stato uno dei tentativi di ricreare un sodalizio criminale di grandi proporzioni. La SCU non è affatto sconfitta ma solo arginata e non dobbiamo correre il rischio di addormentarci.”

Gli arrestati.

1)    RIZZO Salvatore, nato a Castrignano del Capo (LE) nel 1951, capo clan, detenuto presso la Casa Circondariale di Saluzzo (CN) – 416 bis;
2)    FIRENZE Ivan, nato a Lecce nel 1971, Luogotenente di RIZZO Salvatore e capo gruppo mafioso “FIRENZE – MACI”,  detenuto presso la Casa Circondariale di Padova – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 e 74 309/90;
3)    BRACALE Massimiliano, nato a Lecce il nel 1970, ivi residente – 416 bis;
4)    CAMASSA Claudio, nato a Lecce nel 1957, residente a Lequile (LE) – 73 309/90;
5)    CENTONZE Oliviero, nato a Zurigo nel 1970, residente a Lecce – 416 bis;
6)    CIMINIELLO Federica, nata a Lecce nel 1983, ivi residente – 416 bis;
7)    COCCO Alessandro Luigi, nato a Roma nel 1983, ivi residente – 73 e 74 309/90;
8)    CORRADO Simone, nato a Lecce nel 1981, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
9)    DE LEO Gabriella, nata a San Donato (LE) nel 1967, residente a Lecce – 73 e 74 309/90;
10)    DE LEO Pietro, nato a San Donato (LE) nel 1976, residente a Lecce – 73 e 74 309/90;
1)    DI NUNZIO Maurizio, nato a Scorrano (LE) nel 1984, detenuto presso la Casa Circondariale di Viterbo – 416 bis;
2)    D’OSTUNI Francesco, nato a Lecce nel 1956, ivi residente, domiciliato a Ravenna – 73 e 74 309/90;
3)    ELIA Rossana, nata a Melendugno (LE) nel 1968, residente a Lecce – 73 e 74 309/90;
4)    FIORENTINO Serenella, nata a Lecce nel 1969, detenuta presso la Casa Circondariale di Lecce – 73 e 74 309/90;
5)    GRECO Marco, nato a Maglie (LE) nel 1980, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis;
6)    GRECO Sergio, nato a Lecce  nel 1958, ivi residente – 73 e 74 309/90;
7)    LAZZARI Claudio, nato a Lecce  nel 1968, ivi residente – 416 bis, 74 309/90;
8)    LAZZARI Luigi, nato a Lecce nel 1975, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
9)    LEO Andrea, nato a Vernole il nel 1971, ivi residente, capo gruppo mafioso “LEO – VERARDI” – 416 bis;
10)    LONGO Davide, nato a Lizzanello (LE) nel 1975, ivi residente – 416 bis;
11)    MACI Nicolino, nato a Lecce nel 1976, ivi residente, capo gruppo mafioso “FIRENZE – MACI” – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 e 74 309/90;
12)    MARTENA Raffaele, nato a S. P. Vernotico nel 1986, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 73 309/90;
13)    PEPE Antonio, nato a Lecce nel 1961, detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano – 416 bis;
14)    PERRONE Federico, nato a Nardò nel 1984, residente a San Donato – 416 bis;
15)    PICCARI Alberto, nato a Roma nel 1959, detenuto presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia – 73 309/90;
16)    PINTO Nicola, nato a Lecce nel 1987, ivi residente – 73 e 74 309/90;
17)    RAMPINO Pietro, nato a Trepuzzi nel 1952, ivi residente – 73 e 74 309/90;
18)    RIZZO Gabriele, nato a Lecce nel 1971, residente a Surbo (LE) – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 309/90;
19)    RIZZO Stefano, nato a Lecce nel 1977, ivi residente – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
20)    SANTORO Luigi, nato a Melendugno (LE) nel 1970, ivi residente – 416 bis;
21)    SAPONARO Andrea, nato a San Pietro Vernotico BR) nel 1987, residente a Torchiarolo (BR) – 73 e 74 309/90;
22)    SCHIAVI Roberto, nata a Milano nel 1970, residente a Lizzanello (LE) – 416 bis, 73 e 74 309/90;
23)    SOLITO Roberto, nato a Cavallino (LE) il nel 1966, ivi residente – 416 bis, 73 e 74 309/90;
24)    SPARAPANE Giancarlo, nato a Lecce nel 1970, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 73 e 74 309/90;
25)    STABILE Alessandro, nato a Lecce nel 1980, ivi residente – 416 bis, 73 e 74 309/90;
26)    CARICATO Tonino, nato a Colonia (Germania) nel 1981, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7, 73 309/90;
27)    LONGO Cristian, nato a Lecce nel 1983, residente a Lizzanello (LE) – 416 bis, 73 309/90;
28)    MAZZEO Giuseppe, nato a Lecce nel 1980, residente a Castrì di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
29)    PASTORE Francesco, nato a Lecce nel 1983, residente a Cavallino (LE) – 416 bis;
30)    VERARDI Alessandro, nato a Lizzanello nel 1978, capo gruppo mafioso “LEO – VERARDI”, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
31)    MAZZEO Stefano, nato a Lecce nel 1980, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis, 73 309/90;
32)    PERRONE Alessandro, nato a Lecce nel 1982, detenuto presso la Casa Circondariale di Lecce – 416 bis, 629 aggravato dal 7;
33)    CARICATO Francesco, nato a Lecce nel 1976, residente a Cavallino (LE) – 629 aggravato dal 7;
34)    INGROSSO Mauro, nato a Lecce nel 1984, residente a San Cesario di Lecce – 629 aggravato dal 7;
35)    MONITTOLA Andrea, nato a Lecce nel 1978, residente a Cavallino (LE) – 629 aggravato dal 7.

Quattro catturandi sono attivamente ricercati.

Il procedimento vede altresì indagate, in stato di libertà, per le medesime ipotesi di reato (sotto descritte) altre venti persone, per le quali non è stata avanzata richiesta di custodia cautelare.

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