E’ paradossalmente buona la partitra disputata dal Lecce a Palermo; paradossalmente perchè incassa un due a zero non del tutto veritiero. Ancora una volta, però, l’attacco rimane a bocca asciutta pur avendo avuto a disposizione situazioni assai favorevoli. La classifica? Forse è meglio non guardarla!

Eusebio cambia qualcosa, vuole verificare la reazione della squadra dopo la legnata incassata dal Milan; Corvia e Cuadrado sono le punte (sempre che Cuadrado lo sia, ma forse il suo estro si esprime meglio in altri settori) si rivede Piatti a centrocampo, Carrozieri e Tomovic sono i centrali; nel Palermo Miccoli è in panchina.
Non c’è traccia di scorie, i temuti contracolpi rivenienti dalla inopinata sconfitta col Milan non compaiono. Il Lecce comincia facendo girare palla con diligente disinvoltura; il Palermo cerca il filo per cucire il gioco senza trovarlo. Le cose insidiose dei primi venti minuti sono due sventole, una per parte di Ilicic e Piatti, finite lievemente alte. Dalle furibonde mischie allestite dai rosanero al limite dell’area giallorossa non sortisce effetto alcuno; più pericolosa è invece la saettata col destro, di Corvia, che il portiere spinge in angolo.
Chi è Benassi ? E’ l’uomo della provvidenza che al 21° vola ad evitare un gol quasi fatto giovandosi peraltro del concorso di Obodo respingente sulla linea. Ma il fallo da calcio di rigore è in agguato: Tomovic, al 27°, stende Abel Hernandez che appena dentro l’area lo aveva superato; Pinilla trasforma!
Il Lecce vacilla ma non crolla; organizza subito la reazione, o almeno ci prova, sprecando con Corvia che spara alle stelle una corta e goffa respinta del portiere rosanero. E’ Cuadrado a tener in ansia la difesa siciliana: sguscia con estrema facilità pur non trovando qualcuno con cui dialogare; lui insiste! Ma insiste anche il Palermo, sfiorando il raddoppio al 41°, raddoppio fallitto per un soffio per una occasionale e provvidenziale ribattuta.
Ad inizio di ripresa Fabrizio Miccoli inizia il riscaldamento; Piatti si è allargato sulla fascia sinistra per convergere da li’ pericolosamente, al 4°, con un destro potente ma un tantino impreciso. La mossa di Mangia, inserire un trequartista di talento e qualità, costringe Giacomazzi ad arretrare la posizione: Obodo non può tenerne a bada due.
Mi domando: perchè Cuadrado dopo aver addomesticato la palla ed essersi trovato liberissimo a tu per tu con il portiere non ha cercato di concludere a rete sprecando cosi’ una ghiotta occasione ? Mistero!
Il Lecce comunque è in partita e costringe il Palermo a rintanarsi nella propria metà campo; sono quindici minuti di pressione continua per la quale occorre mettere in conto il rischio di qualche pericolosa ripartenza palermitana. Al 19° finisce la partita di Corvia, siamo all’esordio di Muriel; entra anche Olivera per sostituire Obodo acciaccato; entra in campo anche Miccoli, piu’ avanti vedremo anche Bertolacci. Ora Piatti svaria su tutto il fronte avanzato disorientando gli ormai cinque difensori rosanero chiamati ad arginare i veementi attacchi dei giallorossi, Muriel giostra con evidenti qualità, con eleganza, ma è ancora acerbo; trascina con sè la cultura calcistica sudamericana, non riesce a sottrarsi agli assillanti interventi di stampo europeo; non incide.
E cosi’ arriva il raddoppio: palla persa a centrocampo, Bacinovic innesca Hernandez che scambia rapido e spedisce in rete evitando il contrasto. Sarebbero tre se Miccoli, da una mezza dozzina di metri, non spedisse la palla di qualche centimetro oltre il secondo palo. Il Lecce punge ma non passa. A cinque minuti dal termine Benassi si aggiudica la palma del migliore in campo con un doppio intervento salvifico.
Per quel che ha fatto vedere nel convulso finale, ma a ben guardare anche nel corso di tutta la partita,il Lecce meriterebbe quantomeno il premio di un gol, ma Bertolacci, per due volte, non è accompagnato dalla buona sorte.
Lecce-Novara del prossimo turno, diventa cosi’ un appuntamento cruciale, se non decisivo.

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