“Due campagne elettorali e due legislature regionali passate a dire ai pugliesi che lui avrebbe rimesso il malato al centro dell’attenzione, che avrebbe restituito ai pugliesi il maltolto e li avrebbe curati dalle ferite inferte dal centrodestra sulla loro carne; mesi e mesi trascorsi ad attaccare

a testa bassa il Presidente del Consiglio Berlusconi sul legittimo impedimento, fino a definirlo ‘un atto di arroganza’. Quello stesso Nichi Vendola è stato capace non solo di lasciare i malati di cancro della Provincia di Lecce senza una Pet – Tac (né pubblica né privata convenzionata) per mesi, ma anche di non presentarsi dinanzi al giudice di pace di Lecce, citato da alcuni ammalati che chiedono il risarcimento danni, opponendo il legittimo impedimento. E’ chiaro che i pugliesi sono ormai governati o dallo smemorato di Collegno o da un ladro di identità”.
E’ il commento amaro del consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti a proposito di quanto accaduto ieri dinanzi al Giudice di Pace di Lecce.
“Sembra di assistere – continua Marti – ad una specie del teatro del grottesco in cui Vendola , Fiore e Colaianni scimmiottano inopportunamente atteggiamenti che in passato Vendola ha aspramente e politicamente contestato ad altri: il Presidente oppone il legittimo impedimento; l’assessore Fiore (che in passato aveva già dato prova di avere a cuore la sorte dei malati oncologici di Lecce dichiarando in un fuori – onda che la vicenda della Pet gli aveva rotto i…) attacca il Giudice di Pace; il capo dell’avvocatura regionale, Colaianni, sostiene che un interrogatorio (quello per cui il Giudice di Pace aveva convocato ieri Vendola) sia delegabile ad altra persona come evidentemente lo stesso Colaianni aveva fatto credere a Vendola inducendolo in errore, perché il Giudice ha chiarito che l’interrogatorio per delega non è ammissibile ed ha riconvocato Vendola. Abbiamo quindi un Presidente che compie quello che lui stesso definiva mesi fa un ‘atto di arroganza’ e non si presenta a rispondere al Giudice, quindi ai malati leccesi che lo avevano citato; un assessore che critica l’operato del Giudice e un capo dell’Avvocatura che induce in errore il Presidente.
“Una totale sconfessione di quello che Vendola ha detto e fatto in questi sette anni… – conclude Marti – talmente clamorosa da farci sospettare che a governare la Puglia oggi ci sia una controfigura, un ladro di identità, un impostore. Costui non può essere il vero Nichi Vendola”.

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