E’ divenuta una vera emergenza il fenomeno di furti di rame che si verifica nel Salento ormai da diversi mesi, ma questa volta il colpo e sfumato  i ladri sono stati accompagnati dietro le sbarre.

Si tratta di Gianni Dolce, 32enne, e Daniele Leotta, 34enne, entrambi di Surbo e Pierfrancesco Caramuscio, di 25 anni di Veglie, accusati di furto di cavi di rame di proprietà della Telecom. È accaduto durante un giro di perlustrazione del territorio, quando i carabinieri hanno notato 3 giovani sospetti, lungo la strada provinciale 93 che da Surbo porta a Torre Rinalda. Stando alla ricostruzione dei militari, all’altezza di Via Monticelli, uno era intento a fare la vedetta, mentre gli altri due avevano tagliato il cavo con un seghetto e l’avevano legato ad una corda; la tiravano con la propria automobile con il chiaro intento di farlo saltare giù dai pali ai quali era assicurato. Alla vista dei militari, i tre hanno cercato la via della fuga, e una volta raggiunti hanno provato a giustificare la loro presenza con una scampagnata domenicale. Sul posto, però, ancora legato all’automobile, i caranieri rinvenivano 20 metri di cavo ed il successivo intervento dei tecnici della Telecom quantificava l’ammanco in ben 280 metri. Le successive perquisizioni, in collaborazione con i militari della Stazione di Surbo, permettevano di rinvenire arnesi e materiale vario utilizzati per l’azione delittuosa e numerosi frammenti di guaina per il rivestimento dei cavi già “spellata” o bruciata, frutto dei furti precedenti. Sono scattate, così, le manette con l’accusa di furto aggravato ed i tre sono stati trasferiti alla Casa circondariale di Lecce.