Una fotografia del nostro territorio per fare luce sulla deriva ambientale, l’incremento di nuove povertà, le quotidiane sfide della disabilità, i tanti volti nascosti della psichiatria, le ripercussioni dei tagli alla sanità, la drammatica situazione del carcere e le difficoltà di dialogo e integrazione dell’immigrazione osservate attraverso la lente del mondo del volontariato a cura della redazione di “Volontariato Salento”, il mensile del CSV Salento

LECCE – «Abbiamo preso un coltello e abbiamo tagliato il Salento per capire cosa c’è dentro»: con questa metafora Luigi Russo, presidente del CSV Salento, ha presentato il lavoro di “Visti da noi”, 7 dossier tematici, resoconto di un laborioso raccordo che tra il 2010 e il 2011 ha interessato associazioni di volontariato, giornalisti, esperti di settore, economisti, sociologi sullo stato di Ambiente, Povertà, Disabilità, Psichiatria, Sanità, Carcere e Immigrazione nel nostro territorio. Sette inchieste giornalistiche curate dalla redazione di “Volontariato Salento” nate dalla volontà delle associazioni che fanno parte delle Consulte, un organismo partecipativo del CSV Salento, per capire e leggere il territorio della provincia di Lecce da diversi punti di vista e di essere uno strumento in più per i volontari.

«La seconda fase di questo lavoro – annuncia Luigi Russo – sarà la nascita di laboratori socio-politici permanenti tra politica e volontariato, nei quali affrontare, con gli interlocutori interessati ai vari settori (politici, volontari, esponenti della cultura, chiesa), i problemi emergenti, nel tentativo di individuare anche azioni coerenti di risposta politica e culturale. L’idea – continua Luigi Russo – è quella di contribuire a costruire un “sistema Salento” in cui Pubblica Amministrazione – Mercato – Terzo Settore (in particolare il volontariato) siano protagonisti coordinati ed efficaci di sviluppo e qualità della vita».

 

«È questo il senso della sussidiarietà – commenta Daniele Ferrocino del Forum Terzo Settore Puglia – che favorisce l’azione dei cittadini creando azioni virtuose tra politica, cittadinanza e mercato».

 

I dati emersi nelle inchieste raccontano un territorio sempre più violentato da un punto di vista ambientale, con un tasso di mortalità per tumore dal 5 al 20% più alto rispetto alla media regionale correlato a fattori di inquinamento. Un dato che però non ferma i numerosi progetti di megaimpianti industriali, inceneritori e gestione dei rifiuti, superstrade e consumo del territorio, gestione degli impianti di fotovoltaico e eolico, discariche, depuratori, scarichi abusivi, trivellazioni e ogni tipo di inquinamento del mare.

In crescente aumento anche le nuove povertà con 41mila persone in tutta la provincia assistite dal Banco delle Opere di Carità, quasi il doppio rispetto al 2010. Sempre difficile, inoltre, l’integrazione delle persone disabili, tra barriere architettoniche, servizi inesistenti o “virtuali” come la Porta Unica di accesso e con più di 2mila alunni (anno 2010) con disabilità iscritti nelle scuole della provincia di Lecce, di ogni ordine e grado, a fronte di 1.166 insegnanti di sostegno con un rapporto di 0,53.

Spesso lontani dai riflettori, i tanti volti della psichiatria, segnati dalla carenza di strutture riabilitative assistenziali e di personale specializzato. Un mondo ai margini, in una provincia, quella leccese, che conta il più alto numero di Trattamenti Sanitari Obbligatori, rispetto al resto della regione: 383 conto i 271 di Bari.

Particolare attenzione alle ripercussioni dei tagli alla sanità con oltre 600milioni di deficit da risanare. La dura sfida del Piano di rientro che trascina con sé, inevitabilmente, storie di vita e di dolore, lacune di assistenza, solitudini. Nella provincia di Lecce vengono meno gli ospedali di Maglie, Gagliano del Capo, Campi Salentina e San Cesario di Lecce e soppressi 197 posti letto.

Drammatica anche la situazione del carcere, con 1.441 detenuti e un indice di  sovraffollamento del 120%, di cui il 90% ha problemi di ansia e depressione. Difficile il dialogo e l’integrazione per quanto concerne la questione immigrazione con circa 13.911 stranieri regolari a cui vanno aggiunti quelli presenti senza permesso di soggiorno, che si confrontano ogni giorno con lo sfruttamento del lavoro, la questione abitativa, la mancanza di educazione interculturale e l’accesso alla sanità.

 

 

 

Una fotografia del nostro territorio per fare luce sulla deriva ambientale,

l’incremento di nuove povertà, le quotidiane sfide della disabilità,

i tanti volti nascosti della psichiatria, le ripercussioni dei tagli alla sanità,

la drammatica situazione del carcere

e le difficoltà di dialogo e integrazione dell’immigrazione

osservate attraverso la lente del mondo del volontariato

a cura della redazione di “Volontariato Salento”, il mensile del CSV Salento

 

 

LECCE – «Abbiamo preso un coltello e abbiamo tagliato il Salento per capire cosa c’è dentro»: con questa metafora Luigi Russo, presidente del CSV Salento, ha presentato il lavoro di “Visti da noi”, 7 dossier tematici, resoconto di un laborioso raccordo che tra il 2010 e il 2011 ha interessato associazioni di volontariato, giornalisti, esperti di settore, economisti, sociologi sullo stato di Ambiente, Povertà, Disabilità, Psichiatria, Sanità, Carcere e Immigrazione nel nostro territorio. Sette inchieste giornalistiche curate dalla redazione di “Volontariato Salento” nate dalla volontà delle associazioni che fanno parte delle Consulte, un organismo partecipativo del CSV Salento, per capire e leggere il territorio della provincia di Lecce da diversi punti di vista e di essere uno strumento in più per i volontari.

«La seconda fase di questo lavoro – annuncia Luigi Russo – sarà la nascita di laboratori socio-politici permanenti tra politica e volontariato, nei quali affrontare, con gli interlocutori interessati ai vari settori (politici, volontari, esponenti della cultura, chiesa), i problemi emergenti, nel tentativo di individuare anche azioni coerenti di risposta politica e culturale. L’idea – continua Luigi Russo – è quella di contribuire a costruire un “sistema Salento” in cui Pubblica Amministrazione – Mercato – Terzo Settore (in particolare il volontariato) siano protagonisti coordinati ed efficaci di sviluppo e qualità della vita».

 

«È questo il senso della sussidiarietà – commenta Daniele Ferrocino del Forum Terzo Settore Puglia – che favorisce l’azione dei cittadini creando azioni virtuose tra politica, cittadinanza e mercato».

 

I dati emersi nelle inchieste raccontano un territorio sempre più violentato da un punto di vista ambientale, con un tasso di mortalità per tumore dal 5 al 20% più alto rispetto alla media regionale correlato a fattori di inquinamento. Un dato che però non ferma i numerosi progetti di megaimpianti industriali, inceneritori e gestione dei rifiuti, superstrade e consumo del territorio, gestione degli impianti di fotovoltaico e eolico, discariche, depuratori, scarichi abusivi, trivellazioni e ogni tipo di inquinamento del mare.

In crescente aumento anche le nuove povertà con 41mila persone in tutta la provincia assistite dal Banco delle Opere di Carità, quasi il doppio rispetto al 2010. Sempre difficile, inoltre, l’integrazione delle persone disabili, tra barriere architettoniche, servizi inesistenti o “virtuali” come la Porta Unica di accesso e con più di 2mila alunni (anno 2010) con disabilità iscritti nelle scuole della provincia di Lecce, di ogni ordine e grado, a fronte di 1.166 insegnanti di sostegno con un rapporto di 0,53.

Spesso lontani dai riflettori, i tanti volti della psichiatria, segnati dalla carenza di strutture riabilitative assistenziali e di personale specializzato. Un mondo ai margini, in una provincia, quella leccese, che conta il più alto numero di Trattamenti Sanitari Obbligatori, rispetto al resto della regione: 383 conto i 271 di Bari.

Particolare attenzione alle ripercussioni dei tagli alla sanità con oltre 600milioni di deficit da risanare. La dura sfida del Piano di rientro che trascina con sé, inevitabilmente, storie di vita e di dolore, lacune di assistenza, solitudini. Nella provincia di Lecce vengono meno gli ospedali di Maglie, Gagliano del Capo, Campi Salentina e San Cesario di Lecce e soppressi 197 posti letto.

Drammatica anche la situazione del carcere, con 1.441 detenuti e un indice di  sovraffollamento del 120%, di cui il 90% ha problemi di ansia e depressione. Difficile il dialogo e l’integrazione per quanto concerne la questione immigrazione con circa 13.911 stranieri regolari a cui vanno aggiunti quelli presenti senza permesso di soggiorno, che si confrontano ogni giorno con lo sfruttamento del lavoro, la questione abitativa, la mancanza di educazione interculturale e l’accesso alla sanità.

 

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