“Non ho partecipato agli scontri violenti”. È questa l’estrema sintesi dell’interrogatorio di Valerio Pascali, leccese, di 21 anni, arrestato sabato pomeriggio,durante gli scontri di Roma. Il gip, tuttavia, ha convalidato l’arresto ed il giovane resta in carcere.

Nel corso dell’interrogatorio di convalida dell’arresto, Pascali, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lancio di oggetti contundenti, ha risposto a tutte le domande del gip ed ha negato di avere preso pare alla guerriglia tra i “Black bloc” e le forze dell’ordine, terminata con centinaia di feriti, di cui tre in gravi condizioni.
Il suo difensore, l’avvocato Marcello Petrelli, aveva avanzato richiesta di scarcerazione immediata e l’annullamento di tutti i capi d’imputazione. Pascali era stato fermato per strada, mentre era accasciato per terra a causa di un malore. Indossava un casco per proteggersi da eventuali oggetti volanti e tra le mani aveva una busta di limoni, usati per alleviare il fastidio dei gas lacrimogeni.
Il giovane leccese non è stato l’unico dei “ribelli” ad essere stato interrogato. Davanti al gip Elvira Tamburelli, durante la giornata, sono sfilati tutti e 12 i ragazzi arrestati, che hanno tutti respinto le accuse.

Al termine della camera di consiglio, terminata in tarda serata, solo uno degli arrestati è stato scarcerato. Per tutti gli altri, domiciliari o carcere.

Intanto, parla il legale di uno dei ragazzi fermati: “I ragazzi fermati rischiano di essere capri espiatori, in carcere ci sono degli innocenti, vivono male e soffrono il sovraffollamento. Ritengo che in carcere adesso ci siano dei ragazzi innocenti, che non c’entrano nulla con i fatti gravi avvenuti sabato. I responsabili di certo ora non sono in galera, ma sono fuori”.