La Rete TartaSalento comunica che mercoledì scorso si è verificata la schiusa di un nuovo nido di tartaruga marina sulla costa ionica. Il sig. Angelo Tieni, pugliese trapiantato a Milano, in vacanza a Palmintiello, ha contattato l’Osservatorio Faunistico della Provincia di Lecce “Museo di Calimera”, per tramite del dott. Tommaso Dubla dei servizi veterinari della Asl di Taranto, per segnalare 6 neonati di Caretta caretta in difficoltà.

Gli animali si trovavano sulla spiaggia di Palmintiello (marina di Lizzano – Taranto) e alcuni di loro sembravano in grave pericolo. Con la collaborazione della polizia municipale di Lizzano e le guardie ecozoofile dell’Anpana (sezione di Lecce) i piccoli sono stati recuperati e portati in un luogo riparato in attesa dei tecnici del  Museo di Calimera. Giunti sul posto i tecnici hanno appurato che due dei piccoli erano morti mentre gli altri, seppur infreddoliti, erano vitali. Si è quindi deciso di tornare immediatamente sulla spiaggia di Campitiello, dove le tartarughe erano nate, per rilasciarle in mare. Una volta rilasciati i piccoli, i tecnici hanno osservato la spiaggia rilevando non solo numerose tracce di tartarughe marine (i piccoli prima di essere avvistati dal sig. Tieni avevano percorso in lungo e in largo la spiaggia senza trovare una via per il mare), ma anche di gabbiani, tra i principali predatori dei neonati di tartaruga marina. In prossimità del punto che il dott. Dubla aveva segnalato, ricchissimo di impronte, è stata individuata una depressione sospetta, simile al cono che si forma all’approssimarsi dell’emersione delle tartarughe. Scavando è stato scoperto il nido. Dopo essersi consultati con l’ufficio Cites del Corpo forestale dello stato di Bari e il comando provinciale di Taranto, i tecnici hanno deciso di procedere all’apertura della camera del nido allo scopo di accertare che non ci fosse nessun neonato, morto, ferito o bloccato tra i gusci. Al suo interno sono state recuperate ben 15 tartarughe vitali, 3 uova in fase di schiusa e 12 ancora chiuse,  alcune delle quali si presentavano alterate. In totale sono nate ben 24 tartarughe, di queste due non ce l’hanno fatta. Sei sono state poste in incubatrice insieme alle 12 uova recuperate. Mentre scriviamo 2 di queste si sono schiuse e altre due sono in fase di schiusa, mentre uno dei piccoli ricoverati non ce l’ha fatta. Ancora una volta grazie alla sensibilità dei cittadini, alla disponibilità degli enti e alla collaborazione tra le diverse realtà coinvolte, questa storia ha potuto avere un lieto fine. Per questo motivo la Rete TartaSalento vuole ringraziare tutti: il sig. Angelo Tieni che ha avuto l’attenzione e la sensibilità di segnalare l’evento, i carabinieri di Lizzano, la Asl di Taranto e la municipale di Lizzano che hanno collaborato per il recupero delle tartarughe e la segnalazione del nido, l’ufficio Cites del Corpo forestale dello stato di Bari e il comando provinciale di Taranto per il costante supporto, di concerto con i quali si sono svolte tutte le operazioni e le guardie dell’Anpana che hanno provveduto al recupero delle prime tartarughe avvistate sulla spiaggia. Il nido di Palmintiello, tardivo nella schiusa, si verifica con coerenza in un’area evidentemente oggetto di ovodeposizioni da parte delle Caretta caretta. Il golfo ionico, come testimoniano i nidi di Campomarino, Torre Lapillo e Palmintiello, è chiaramente un’area di nidificazione e come tale andrebbe monitorata e tutelata in modo razionale e pianificato.

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