Le ultime verifiche effettuate dai carabinieri della Compagnia Carabinieri di Gallipoli, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati riguardanti la salute pubblica e delle truffe agroalimentari, effettuate su tutto il territorio di competenza, hanno portato al sequestro di oltre 400kg. di alimenti.

Durante i controlli sono state denunciate in stato di libertà n. 3 commercianti (n. 2 proprietari e gestori di un caseificio a Nardò, per frode in commercio, n. 1 gestore di un market a Sannicola, per messa in vendita di prodotti in cattivo stato di conservazione), sottoporre a sequestro oltre 400 chilogrammi tra prodotti caseari, poiché privi di etichettatura o differente rispetto a quella indicata, e generi alimentari di origine animale, poiché in cattivo stato di conservazione, nonché rilevare carenze igienico sanitarie di varia natura, anche gravi. Tra queste troviamo: condizioni strutturali di alcuni locali non idonee, la omessa presenza di etichettatura, indicante la provenienza della merce messa in vendita, aver ampliato i locali commerciali senza prescritta autorizzazione, varie mancanze per scarsa o pessima igiene generale delle attrezzature/locali utilizzate nelle cucine o negli ambienti di lavoro, aver esposto prodotti alla vendita nonostante fosse stata superata la data di scadenza indicata (anche di anni).
In particolare, in un caseificio sottoposto a controllo (Nardò), i due gestori venivano denunciati per frode in commercio, poiché ponevano in vendita prodotto caseari, formaggi di vario genere e latticini, che, per origine, provenienza, qualità, quantità e scadenza, risultavano diverse da quelle dichiarate. Per tale motivo, cioè mancanza di tracciabilità del prodotto, venivano sottoposti a sequestro, per la successiva distruzione, Kg 380 di prodotti caseari. Inoltre, in una macelleria, sempre a Nardò, i militari operanti elevavano una sanzione di € 2.500,00 per mancata notifica all’Autorità competente l’aggiornamento dell’attività e per mancanza di tracciabilità di alcuni alimenti di origine animale, circa Kg 2, sottoposti a sequestro.
In un supermercato a Sannicola, inoltre, venivano trovati, posti in vendita nei banchi frigo, prodotti di origine animale in cattivo stato di conservazione e/o alterati: complessivi Kg 13 circa, tra i quali prodotti inverditi da muffe (salumi e alimenti carnei), scaduti anche da anni, ammuffiti (formaggi), insudiciati (formaggi), invasi da acari (formaggi), colliquati e invasi da lievi (formaggi). Nel medesimo market i militari e personale sanitario rilevavano anche svariate carenze igienico sanitarie.
Durante tali controlli sono state elevate contravvenzioni per un ammontare di circa 19.000 euro, ad oltre 9 esercizi commerciali, nonché venivano imposte delle prescrizioni che dovranno essere rispettate e alle quali i titolari dovranno attenersi. Secondo la normativa vigente, infatti, per l’eliminazione delle varie carenze igienico sanitarie, viene concesso un arco di tempo da 30 a 60 giorni, trascorso il quale gli organi accertatori dell’A.S.L. provvederanno ad effettuare apposite e nuove verifiche per accertare l’eliminazione delle stesse. Nel caso in cui i gestori non abbiano provveduto, saranno contestate loro ulteriori contravvenzioni. Un circolo, a Galatone, inoltre, veniva proposto per la chiusura, in ottemperanza all’art. 100 del TULPS per la presenza, tra i soci, di molti soggetti già gravati da precedenti di polizia. Sempre nel comune di Galatone, inoltre, veniva sottoposto a controllo un ovile. A seguito dell’ispezione, personale dell’Area Igiene degli Alimenti, riferiva che l’allevamento non possedeva i requisiti per l’igiene dei prodotti alimentari animali: alcuni ricoveri degli animali presentavano una copertura di lastre di onduline in eternit, verosimilmente in fibrocemento/amianto per il cui accertamento si procederà nei prossimi gionri.