La protesta di luglioFermare la colata di cemento e asfalto a Porto Miggiano e dintorni e porre un doveroso vincolo paesaggistico. E’ quanto chiede il Comitato spontaneo nato per la tutela di Porto Miggiano. Questa sera saranno consegnate le firme raccolte in una petizione popolare all’assessore regionale Barbanente

Non è la prima iniziativa del Comitato per la tutela di Porto Miggiano che non ha mancato di far sentire la sua voce in più occasioni dopo la prima manifestazione di protesta dello scorso 29 luglio. In quell’occasione protestavano contro la decisione del Tar di qualche mese prima che sbloccava la realizzazione di un grande complesso turistico a ridosso del molo di Porto Miggiano. Il tam tam partito dal web, in breve tempo raccolse l’adesione di migliaia di cittadini e di alcune associazioni ambientaliste. Non intendevano sposare la causa dell’incentivazione turistica a scapito della cementificazione di un tratto di costa incontaminato, gli aderenti al Comitato e, forti dell’interesse comune di tutelare il paesaggio dai “predatori delle coste”, hanno lottato e continuano a farlo facendo sentire le loro ragioni.

In questi mesi dopo la prima protesta, il gruppo trasferitosi anche su facebook, conta oltre 5mila aderenti e raccoglie le testimonianze, i documenti, le foto e tutto ciò che può essere utile alla tutela ambientale di quel lembo di terra che ancora non conosceva l’intervento dell’uomo sulla natura. Neanche gli amministratori locali sono stati in grado di compiere uno sforzo per vanificare gli obiettivi dei realizzatori del progetto. Lo stesso sindaco di santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, ha ribadito in più occasioni che la protesta è inutile dopo il pronunciamento della Magistratura. I beneficiari del progetto, tra l’altro, hanno ricevuto il benestare del Tribunale Amministrativo dopo che la Sovrintendenza aveva bloccato il via libera del Comune.

La storia del Comparto 13, dove sorge il Resort 5 stelle e che interessa la zona di Porto Miggiano, è lunghissima e articolata, risale al 1982 ed è ha subito qualche errore da parte della Sovrintendenza che aveva annullato un vincolo paesaggistico legato ad un altro comune salentino. Una svista che ha permesso la vittoria delle ditte realizzatrici di fronte al Tar. Allo scempio legale del comparto 13, il megacomplesso legato a interessi economici di 40 milioni di euro, si aggiunge quello del comparto 14 S, altri 14 ettari di territorio tra scogliera e pineta che si estendono lungo la provinciale Santa Cesarea-Poggiardo-Castro e che interessano la costruzione di oltre 400 abitazioni residenziali e varie strutture alberghiere e ricettive. Un impatto ambientale devastante che si poteva evitare con dei vincoli che nessun amministratore ha mai pensato di porre. I lavori realizzati sulla scogliera

Per la raccolta firme del Comitato, si sono interessati i Giovani Democratici di Lecce Ruffano e Alessano, con dei banchetti allestiti nei diversi comuni, oltre alla petizione on line. Il tutto sarà consegnato questa sera presso i Cantieri Koreja, all’assessore regionale per la Qualità del Territorio Angela Barbanente alla quale si chiederà di far rientrare  Santa Cesarea, Otranto e santa Maria di Leuca tra i “territori di inestimabile valore storico, naturalistico, geologico, marino e ambientale a vincolo paesaggistico” . Nell’occasione sarà allestita una mostra fotografica amatoriale realizzata da quanti hanno voluto immortalare le bellezze naturali di cui il territorio dispone, a testimonianza che non sono necessari ulteriori interventi per valorizzare il paesaggio salentino. La causa del Comitato è stata sposata da subito dai Sud Sound System che in più occasioni hanno citato lo scempio di Porto Miggiano, compresa la Notte della Taranta 2011. Nel video del singolo “Casa mia” diverse immagini sono state dedicate alle bellezze del luogo.

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.