Sottoscritto oggi l’accordo di collaborazione tra la provincia di Lecce Assessorato alle Politiche Sociali   e Pari Opportunità, il centro di risorse per la famiglia della Provincia di Lecce e il ministero della giustizia dipartimento per la giustizia minorile di Bari, per la realizzazione di percorsi di interazione

familiare a sostegno alle competenze genitoriale all’interno della comunità ministeriale di Lecce.

L’accordo si inserisce nelle attività che il centro risorse per la famiglia, nato nel Dicembre 2009, eroga da Gennaio 2010. Un servizio che nasce in un periodo in cui le separazioni tra i coniugi sono in forte aumento e ha come obbiettivo quello di incidere sulle famigie con interventi di ascolto e mediazione familiare  attraverso avvocati educatori psicologi e educatori tutti in possesso del titolo di mediatore famigliare, costoro intervengono affinchè la gestioe dei conflitti familiari non incida negativamente su i minori spesso vittime passive delle separazioni e divorzi .
La mediazione fa si che l’affido dei figli possa essere “condiviso” cioè con assunzioni di pari responsabilità nella cresita formazione educazione e istruzione, ad oggi abbiamo 93 famiglie in ascolto e mediazione, abbiamo anche lo spazio neutro in piazzetta Denghen a leccce quì si incontrano i minori con i genitori a cui non sono stati affidati. la mediazione è anche di tipo penale ovvero operiamo anche quando i genitori si querelano.
Le famiglie accedono o per accesso spontaneo o per invio con provvedimento da parte dei giudici del tribunale ordinario e dei minorenni

L’importanza di questo accordo sostiene l’Assessore Filomena D’antini Solero è data dalla particolarità dell’utenza, famiglie molto fragili e minori in esecuzione di pena che spesso non si relazionano con i genitori e viceversa, quì la mediazione avviene anche tra genitori e figli. Con il presente accordo si intende :
•        Aiutare il minore a riconoscere le proprie responsabilità nel fatto reato ed acquisire  la consapevolezza dello stesso nei suoi aspetti relazionali;
•        Aiutare la famiglia ad esprimere e rielaborare il sentimento di sfiducia sostenendola a prendersi carico e cura del conflitto, accettando di inserirsi in un percorso tale da riqualificare il ruolo e le competenze genitoriali;
•        Aumentare il grado di percezione del ruolo genitoriale, acché la diade genitoriale acquisisca capacità ed atteggiamenti adeguati ai nuovi problemi e a nuovi stili di vita;
•        Favorire la comunicazione genitori – figli per migliorare la capacità di dialogo tra genitori e figli,
•        Attivare un processo  teso  a modificare la  relazione genitori – figli che al tempo stesso li unisca e li differenzi; 
•        Sostenere i genitori ad assumere un ruolo educativo non sostitutivo a quello di altre agenzie educative, rendendoli consapevoli della responsabilità connessa al proprio ruolo evitando autoritarismo o permissivismo;
•        Incrementare il livello di consapevolezza dei genitori sul ruolo educativo dei Servizi;

Anche con i i detenuti di Borgo San Nicola è stata attivata l’attività di mediazione in Carcere.