Venerdì 28 ottobre (ore 21.30 – ingresso 6 euro) le Officine Cantelmo di Lecce ospitano la prima assoluta di “Taranta Nera. Il Salento incontra l’Africa” spettacolo a cura di Marsab Music Management prodotto in Puglia con il sostegno del progetto Puglia Sounds – PO FESR Puglia 2007-2013 Asse IV. Sul palco il gruppo salentino Officina Zoè

(composto da Cinzia Marzo, voce, flauti, tamburello; Donatello Pisanello, organetto diatonico, chitarra, mandola; Lamberto Probo, tamburello, tamborra, percussioni salentine varie; Silvia Gallone, tamburello, tamborra, voce; Giorgio Doveri, violino, mandola; Luigi Panico, chitarra, mandola, armonica a bocca) incontra Baba Sissoko, originario del Mali, discendente da una grande famiglia di Griots, figure erranti che detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale; Mamani Keita, cantante maliana che vive e lavora a Parigi, esibendosi con i principali artisti africani, Sourakhata Dioubate, musicista di origine guineana e strumentista di grande abilità. Proveniente da una famiglia di Griot, è riconosciuto come abile e virtuoso del djembè.

Due luoghi del Sud del Mondo, entrambi depositari di tradizioni millenarie fondate sulle forme artistiche umane più semplici e quindi più profonde: le voci e le percussioni. Le voci come comunicazione ed espressione: così come le voci dei griot portano le notizie nei villaggi sperduti della savana, i canti di lavoro delle donne salentine scandiscono il duro lavoro nei campi. Le percussioni come battito vitale della terra e delle cerimonie: così come i tamburi africani fungono da veicolo di comunicazione e di transe nelle cerimonie tribali, il battito del tamburello salentino scandisce da tempi immemori le cerimonie di guarigione dal morso della taranta e portano fino a noi i ritmi dei riti dionisiaci. Un incrocio al Sud quindi, per un incontro originale e coinvolgente in cui la pizzica tarantata incontra i ritmi africani, la frenesia dei tamburelli dialoga con il talking-drum, il canto griko si fonde con la tradizione orale dei griot del Mali.

Dopo la prima delle Officine Cantelmo lo spettacolo sarà replicato sabato 29 ottobre all’Auditorium Flog di Firenze (Festival Musica dei Popoli) e lunedì 31 ottobre al Teatro Giacosa di Aosta. Lo spettacolo musicale Taranta Nera è prodotto in Puglia con il sostegno del progetto Puglia Sounds – PO FESR Puglia 2007-2013 Asse IV, il programma per il sostegno e lo sviluppo della produzione musicale che la Regione Puglia, Assessorato al Mediterraneo e Assessorato al Turismo nell’ambito del Programma Operativo FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) Asse IV, ha affidato al Teatro Pubblico Pugliese.

Schede gruppi

L’Officina Zoè sin dall’inizio (primi anni ’90) è stata parte attiva e forse autentico lievito, insieme a pochi altri, di quel movimento di riscoperta della più antica e travolgente forma di ritmo popolareche è la Pizzica-Pizzica. L’aspetto più interessante del loro lavoro è, oltre alla riproposizione, il rinnovamento del repertorio della Pizzica attraverso composizioni originali che rispettano lo spirito e a volte anche la lettera della tradizione. tanto che essi sono considerati, a buon diritto, “portatori sani” di una cultura antica ma ancora viva e in costante trasformazione. L’Officina Zoè vanta oggi la partecipazione ai più importanti appuntamenti nazionali ed internazionali di musica, quali il Womex a Berlino, il Festival di Villa Ada a Roma, il Premio Tenco a Sanremo, il Womad di Peter Gabriel a Palermo, il Festival “I suoni delle Dolomiti” in Trentino, la rassegna “Voix de femmes” a Bruxelles, per citarne solo alcuni. Grazie all’Officina Zoè, la Pizzica è approdata, fin da tempi non sospetti (vale a dire ben prima dell’esplosione della “taranta- mania”), in tutte le capitali europee e anche oltre le frontiere dell’Unione, sbarcando negli Stati Uniti (Los Angeles, 1998) e perfino in Corea (tournee 2006 a Seul e dintorni) e in Giappone dove ha tenuto concerti a Tokyo, Nagoya e Kyoto e registrato l’album “Live in Japan”.

Baba Sissoko, originario del Mali, discendente da una grande famiglia di Griots, figure erranti che detengono e tramandano il sapere, la tradizione, la storia e la cultura locale. Inizia la sua carriera suonando il Tamani (tamburo parlante), accompagnando il nonnno nei suoi viaggi da Griot. Nel 1991 fonda il gruppo Taman Kan con cui effettua un tour africano. Il suo stile è estremamente particolare, alle melodie e ritmi propri della sua tradizione africana come quelli Bambara, Peul, Mandinga e Sonsari fonde sonorità occidentali come il jazz, il rock e il blues, effettuando una contaminazione tra questi generi. La sua natura polistrumentista e l’estrema sensibilità verso altre forme di espressione musicale, lo portano acollaborare con artisti conosciuti in tutto il mondo tra i quali Sting, Enzo Avvitabile, Art Ensemble of Chicago, Santana, The Wairlers, oltre ai leoni africani Youssou N’Dour e Salif Keita ed altri ancora. Il tutto si traduce in un prodotto musicale di altissima fruibilità, dal sapore insieme esotico e occidentale.

Mamani Keita, magnifica voce, è una cantante maliana che vive e lavora a Parigi, esibendosi con i principali artisti africani. Ha collaborato con Salif Keita e Arthur H. Nel 2006 registra il suo proprio album “Yelema”, insieme al chitarrista Nicolas Peirac con il quale ne compone tutti i brani scrivendone personalmente i testi.

Prodotto dall’etichetta francese No Format e distribuito da Universal, “Yelema”, ha suscitato in Francia l’entusiasmo di critica e pubblico, e testimonia di una grande creatività e capacità d’ascolto e d’incontro di Mamani Keita

Sourakhata Dioubate è un musicista di origine guineana e strumentista di grande abilità. Proveniente da una famiglia di Griot, è riconosciuto come abile e virtuoso del djembè, è specializzato nella performances con tamburi bassi: sangban, doundunbà e kenkeni e la maggior parte degli strumenti tradizionali dell’Africa Sub-Sahariana.

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