“La vita senza la musica sarebbe un errore”. Così affermava uno dei maggiori filosofi occidentali di ogni tempo Friedrich Nietzsche. E se la musica accompagnasse il ballo? Allora potrebbe anche salvare una vita!

È proprio di questo che si è parlato ieri mattina, in una conferenza stampa a Palazzo Carafa: la musica ed il ballo come terapia per guarire da Parkinson, Alzheimer, afasia, malattie oncologiche, tecniche per migliorare la capacità cardio-respiratoria e alcolismo. E non un ballo comune, ma il tango: il ballo più elegante e passionale di tutti i tempi.
E’ ormai noto di quanto successo abbia ottenuto la musica come terapia, negli ultimi anni. La musica ed il ballo possono guarire i mali del corpo e dell’anima ed in una società in cui la sanità pubblica funziona poco e male ed il diritto ad essere curati sembra essere diventato un privilegio di pochi, il movimento del corpo e i benefici dei suoni possono aiutare a vivere meglio e in alcuni casi anche a guarire.
“Tango no limits”, organizzato dalle associazioni BelTango e Tracceditango, iniziato il 16 ottobre, continuerà fino a lunedì 24. In questo scenario di grande impronta sociale, il ballo e la musicoterapia va oltre quella che è la sua bellezza, supera i limiti che gli sono dovuti, scavalca le barricate ed entra nel cuore di chi sa ancora credere nei benefici del coinvolgimento umano. La tango-terapia può, con le sue molteplici applicazioni terapeutiche, migliorare le capacità cardio-respiratorie, i disagi della terza età, l’alcolismo e, più in generale, il benessere individuale. “Il tango – ha aggiunto Pino Belgioioso, istruttore di tango – rappresenta un momento di socializzazione forte. Il tango fa bene per la musica, per il rapporto umano che si crea, perché aiuta i processi di autostima e perché offre un grande senso di equilibrio”.
La socializzazione, la musica e la danza non sono fattori da sottovalutare. Ognuno di noi senza questi tre elementi, anche inconsciamente, vivrebbe una vita opaca e monotona. La musica ridà colore alle nostre giornate e in popolo sentimentale come il nostro gran bel Salento, un ballo di un così forte coinvolgimento può davvero fare la differenza. E se in generale può davvero fare la differenza, proviamo ad immaginare cosa può creare nella mente e nel cuore di soggetti svantaggiati, come possono essere i non-vedenti, gli ipovedenti e tutti coloro che sono affetti dalle malattie sopra riportate. Possono ridare la vita, possono ringiovanire e ridare la speranza.
Per tutte queste ragioni “Tango no limits” diventa un evento significativo per il capoluogo salentino. C’è grande attesa, in particolare, per l’arrivo a Lecce di Matìas Tripodi, giovane ballerino e maestro di tango argentino proveniente da Buenos Aires che ha offerto qualche assaggio delle sue qualità al termine della conferenza stampa esibendosi in un ballo con la salentina Alessandra Durante, originaria di Leverano.
Matìas Tripodi si è formato nella Ballet Escuela ‘Academia de Estilos de Tango Argentino’ ed oggi, a soli 26 anni, è il più apprezzato ballerino delle migliori milonghe di Buenos Aires.
Dal 2009 ha iniziato ad insegnare il Tango anche ai non vedenti. Matìas non insegna il tango in sé, ma ne coglie l’essenza, ciò che il tango può trasmettere, soffermandosi sull’analisi delle sensazioni e su ciò che il movimento del corpo può comunicare.
L’evento, grazie alla partecipazione del Comune di Lecce, del Comune di Cavallino, dell’Università del Salento e dell’Unione Italiana Ciechi, comprenderà anche uno stage di tango argentino a Palazzo Turrisi e inoltre nella giornata di oggi , alle 18:00, una lezione di tango, tenuta dallo stesso Tripodi, esclusivamente per soggetti non –vedenti e ipovedenti.
La musica e il ballo può cambiare le nostre giornate e anche la nostra vita.

 

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