“Noi il cancello non lo vogliamo. Il convitto è come casa nostra.” Non c’è spazio al dubbio per i giovani di Piazzetta Giosuè Carducci, la “Gente da Convitto”, come si definiscono loro. Lo spazio antistante l’ex collegio dedicato a Giuseppe Palmieri, potrebbe essere chiuso al pubblico e con questo si perderebbe un pezzo di vita leccese.

Perché la Gente da Convitto c’è sempre stata. Piazzetta Carducci è un punto di ritrovo e di aggregazione per molti giovani, ragazzi troppo spesso malgiudicati ma che poi non sono così diversi da tutti gli altri… anzi.

 

Da quando circa un mese fa l’assessore provinciale alla cultura Simona Manca, ha lanciato la proposta di chiudere con un cancello la piazzetta nelle ore notturne, è iniziata la polemica.
L’assessore vuole preservare un bene architettonico “dal bivacco sfrenato, dalla sporcizia e dal cattivo odore”, nulla da obiettare, se non si tiene conto dei vari aspetti di questa vicenda.

Anzitutto il cancello costa. Il progetto, che pare preveda una cancellata mobile da un milione e mezzo di euro che si solleva di giorno e si abbassa di notte, è una spesa che al momento l’amministrazione non può sostenere.

“Tanto più che il problema persiste anche e soprattutto di giorno.” Spiega Giovanna Quarta, la proprietaria del Caffè che si affaccia sulla piazzetta. “La notte ci sono i ragazzi ma è spesso durante il giorno che vedo persone che bivaccano sui gradini del convitto. Li ho visti fare i propri bisogni davanti a tutti e fare i propri comodi in pieno pomeriggio.”

La proprietaria del locale, che è frequentato soprattutto dai giovani che si riuniscono di sera, ha iniziato la lunga battaglia per impedire che la piazzetta venisse chiusa. Già il mese scorso ha raccolto 400 firme, che sono state depositate “e di cui non abbiamo saputo più niente.”, continua a spiegarci.
“Abbiamo raccolto le firme in meno di tre giorni e dopo un mese ci sono un sacco di persone, che ancora mi chiedono dove possono firmare. Nessuno ci ha dato risposta di quelle già depositate, ma se serve siamo pronti a raccoglierne altre 400.”

Il punto è che la Gente da Convitto non viene vista di buon occhio dai leccesi; a chiedere in giro molti storcono il naso e parlano di “drogati e alcolizzati” ma a guardar bene e a frequentare per un po’ la piazzetta si direbbe che non ci sono poi molte differenze con il resto della movida leccese.
Il discorso non cambia per sporcizia e rifiuti abbandonati. Basti vedere piazzetta S. Chiara o il retro dell’Anfiteatro il sabato sera, per notare quanto sia più un problema di mancanza di senso civico comune, piuttosto che di poca cura di un solo bene architettonico.
Quanto al chiasso notturno, non si può negare che questo sia un problema che riguarda un po’ tutta la movida leccese.

“Perché non mettere un bel cancello anche in piazzetta S. Chiara o sotto i portici in piazza S. Oronzo? Perché il cancello va solo qui?”, continua a lamentarsi la signora Quarta. “Io pago una persona che alle 4 del mattino viene di proposito a ripulire la piazzetta dalle bottiglie, perché gli operatori ecologici non lo fanno. Ho dovuto comprare io tutti i bidoni dell’immondizia che ci sono in giro e sono sempre io che ripulisco a suon di candeggina la strada e i gradini. Ditemi voi chi altro lo fa!”
Così come è agguerrita la signora Quarta, lo sono anche i ragazzi che abitualmente frequentano il convitto e che hanno anche creato un gruppo su Facebook ad hoc per comunicare tra loro. “Sono anni che veniamo qui, è un po’ come una grande famiglia. Quando qualcuno di noi festeggia un compleanno, lo fa qui in mezzo a tutti, come se lo facesse a casa propria.”

I ragazzi, che hanno anche creato un simpatico spot pro-convitto, vorrebbero anzi rivalutare la piazzetta con una serie di iniziative rivolte ad un pubblico giovanile. Concerti, musica e quant’altro, proprio per rendere partecipi anche chi non frequenta la piazzetta, dello spirito gioviale che aleggia.
“Questo è davvero l’unico posto dove non paghi l’aria che respiri”, scherza un altro “convittiano”. “E’ l’unico posto dove si sta bene e non è vero che siamo tutti, come si suol dire “scoppiati”, anzi! Non vedo una rissa da queste parti da non so quanto tempo… invece non si può dire lo stesso di piazza S. Oronzo!”
Non a caso infatti, il Caffè paga anche un sorvegliante che il venerdì e il sabato notte veglia sulla piazzetta, nell’eventualità che nascano tensioni.

L’assessore Manca ha intanto espresso il desiderio di discutere ancora con l’amministrazione comunale per trovare una possibile soluzione e nel caso affrontare un’assemblea pubblica. Dal Comune la proposta lanciata è quella di installare delle telecamere. Intanto della vicenda si continua a parlare. Vedremo chi l’avrà vinta.

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