Il combinato disposto dell’austerità coatta e della condizione di sovraffollamento è che noi possiamo andare incontro a storie di cui vergognarsi per svariati secoli”. Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, lo ha detto firmando il protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, il Provveditorato

dell’Amministrazione penitenziaria per la Puglia e il Centro Giustizia minorile per la Puglia, per l’applicazione dell’art. 7 del decreto dell’1 aprile 2008, relativo alla definizione delle riforme di collaborazione tra l’ordinamento sanitario e l’ordinamento penitenziario. Secondo Vendola, “in ogni istituto penitenziario si riproducono autentici gironi dell’inferno dantesco: gli organici sono quelli che sono – ha ricordato – i budget sono quelli che sono per i servizi sanitari e per la farmaceutica”.
“Noi rischiamo di mettere in piedi modelli evoluti di relazione tra diverse amministrazioni dello Stato, come quello che e’ dentro il protocollo che firmiamo – ha aggiunto – per mettere al centro i diritti del detenuto, che e’ un cittadino che e’ soltanto privato dei diritto alla liberta’, non e’ privato del diritto alla salute, non e’ condannato a morte”.
Un carcere “disumano e barbarico – ha concluso – in qualche maniera ci predispone a vivere in una societa’ disumana e barbarica. Per quello, tutto cio’ che e’ necessario fare dobbiamo fare ma senza mai coprire criticita’ e orrori che dobbiamo, invece, raccontare affinche’ la coscienza collettiva e la politica, con la ‘P’ maiuscola, possano finalmente darsi una sveglia”.

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