I black bloc non sono ”ancora un partito armato, ma c’e’ il rischio che lo diventino”. Lo afferma il leader di Sel, Nichi Vendola, intervistato da Repubblica, all’indomani dell’aggressione subita alla manifestazione della Fiom, quando un uomo lo ha spintonato e insultato per le sue parole sui black bloc.

”Ormai – dice Vendola – sono io il vero nemico, piu’ della destra, che, in fondo, gli va bene cosi”’. Per il governatore della Puglia i black bloc sono ”figli del precariato”, che e’ ”il problema numero uno”, e la sinistra deve ”farsi carico della loro rabbia” perche’ ”senza risposte ci sara’ un’escalation”. Perche’ questi gruppi ”possono reclutare nella crescente disperazione delle nuove generazioni e in piu’ godono dell’aiuto di uno stato incapace”. Che dopo ”il disastro” concede ”al blocco nero la guerra che chiede” visto che la proroga di leggi speciali non sarebbe altro che ”un riconoscimento politico, un fiore all’occhiello per i violenti”. Per Vendola ”il blocco nero coinvolge frammenti di antagonismo e di estrema destra sociale” che ha come ”palestra e luogo di reclutamento” le curve degli stadi e come programma politico ”dagli allo sbirro”. Ed e’ antitetico rispetto ai movimenti partiti in questi anni che invece partono dall’idea della ”tutela del bene comune”.

 

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