Prosegue ad ottobre la programmazione dell’Istanbul Cafè di Squinzano (Le), uno dei più longevi e apprezzati live club del Salento, che anche quest’anno proporrà serate tra rock e reggae, metal e ska, dub ed elettronica, live e dj set.

Sabato 15 ottobre spazio all’hip hop con la rassegna Double Bass Live, che vede protagonista il progetto VideoMind, che coinvolge Tayone, Paura e Clementino che sarà in concerto per presentare il primo album, Afterparty. Il loro live è un party e VideoMind è qualcosa di più un semplice progetto musicale. I Videomind nascono con un’idea ed un obiettivo musicale chiaro e preciso, fondere il rap italiano con la disco music, l’elettronica ed il funk. Il pop è la vera provocazione. Open mind-Videomind è il loro slogan! Allargare i confini del rap in italiano per ampliarne il potenziale bacino d’utenza ad un pubblico più vasto e non più solo adolescenziale è uno degli obiettivi del trio campano. Il party come inizio e fine del discorso. Ma, oltre alla festa come punto d’incontro, in questo esordio c’è dell’altro. L’ironia cara alla narrazione afroamericana sposa simpatia e melodia partenopee ed il gioco è fatto. Paura, Clementino e Tayone non hanno niente da dimostrare. Il primo, fin dai 13 Bastardi, ha fatto la storia dello stile hardocore nazionale, il secondo, col suo flow newyorkese, ha vinto qualsiasi competizione di freestyle italiana, il terzo è un turntabilst di fama mondiale, con spiccate dedizioni all’hard-bop di gusto. Insieme prendono la tradizione, ne rintracciano gli elementi e li traslano in una dimensione in cui funk, clubbing, disco e french touch sono punti cardinali di un universo hip hop capace di solcare lo spartiacque verso questo millennio. “Siamo figli e vittime della video-generation e dei tempi che viviamo” è la grande ammissione che tesse i fili di Afterparty, album d’esordio dei VideoMind. Così musicisti di calibro (come Roy Paci, Federico Poggipollini, Alessio Manna e Patrick dei Casino Royale, e ancora Daniele Franzese e Davide Beatino) entrano in studio e i campionatori diventano parte di un’orchestra propria al 2010. Il risultato è pop, o meglio, scava verso le radici fino a rintracciarne il seme nella parola “popolare”.

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

cinque × 1 =