La Città di Lecce – dichiara l’ass. Massimo Alfarano – si schiera accanto alla Provincia e a tutti i suoi comuni, con particolare riferimento a quelli che si affacciano sul Mare Adriatico, impegnati in una battaglia di salvaguardia delle coste minacciate dalle trivellazioni petrolifere.

Il nostro “petrolio” non è nascosto sotto gli splendidi fondali, ma è visibile a tutti sulla terraferma, in un tripudio di arte, cultura e natura. E poiché la città capoluogo si è sempre fatta portavoce di una visione unitaria delle politiche turistiche dell’intero Salento, a cominciare dall’ideazione del “Sistema integrato turistico territoriale”, appare quasi naturale sostenere le iniziative di quei sindaci e di quegli assessori che vedono stagliarsi, al largo delle loro spiagge, gli spettri delle trivelle di chi confonde questo angolo del Mediterraneo con altri posti del mondo che hanno scelto di svendersi, sacrificando la bellezza allo sfruttamento.
La risposta univoca che la politica ha saputo dare è la palese testimonianza che su temi determinanti per lo sviluppo del territorio non c’è discordanza di sorta e ognuno ha la capacità di mettere alle spalle le differenziazioni a favore dell’interesse comune.
L’intero Salento condivide strategie comuni di crescita e ritiene ormai che la condizioni di sviluppo e benessere passino esclusivamente dal rispetto ecosostenibile dei nostri luoghi, un rispetto che deve essere messo al servizio del turismo, in tutte le sue articolazioni. Questa comune visione progettuale è di per sé un valore che fa sistema e che fa attecchire meglio gli interventi sia degli operatori pubblici che di quelli privati.
Non sarà certo il miraggio di una piattaforma fumante al largo, che promette di riempire barili d’oro nero, ad abbattere e modificare un patrimonio di comunanza progettuale che il territorio ha voluto e saputo acquisire per la lungimiranza non solo dei suoi amministratori, ma soprattutto del tessuto produttivo e che, ogni anno, ormai in ogni stagione, dà i suoi riscontri in termini qualitativi e quantitativi.