Foto Andrea StellaSi chiama Peter Pan l’operazione conclusa nelle ultime ore dalla Questura di Lecce, che ha tenuto impegnate le forze di polizia per ben tre anni e che ha portato all’emissione di 29 ordinanze di custodia cautelare per altrettanti personaggi che si presume siano affiliati al clan di Mario e Angelo Tornese.

Grazie al lavoro svolto dalle forze dell’ordine, con intercettazioni telefoniche e ambientali, si è scoperto che l’associazione a delinquere di stampo mafioso avrebbe avuto inizialmente come guida Pierpaolo Carallo. Questi, assieme ai suoi, era solito incontrarsi presso il bar “Peter Pan” di Monteroni, per dirigere un ingente traffico di sostanze stupefacenti, tra cocaina, eroina, hashish e marijuana. Carallo è stato però giustiziato il 15 gennaio 2009, ad indagini già avviate.

Gli inquirenti sospettano che l’omicidio, per cui non vi sarebbe ancora nessun elemento grave per rintracciare i sicari, sia avvenuto per frenare l’attività di Carallo, che si stava espandendo troppo e che quindi sarebbe potuta risultare pericolosa.

Dopo l’omicidio, l’attività sarebbe quindi passata ad altri elementi, tra cui Fabio Lorenzo, leccese, che assieme alla moglie, custodiva nella propria abitazione le sostanze stupefacenti.
Agli arrestati, sono stati contestati anche la detenzione di armi e le aggravanti date dai particolari picchi di violenza che si scatenavano anche all’interno dell’organizzazione. Molti degli stessi subordinati infatti, erano intimiditi dai propri capi.

L’associazione a delinquere smantellata, nonostante avesse base tra Monteroni, Arnesano e Porto Cesareo, operava invece nel Brindisino e aveva ramificazioni anche fino a Brescia, da cui si approvvigionavano per la droga. Nel corso dei tre anni di indagine sono state arrestate 12 persone in flagranza di reato e recuperati in tutto circa 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hashish e marijuana.

Delle ordinanze di custodia cautelare, 5 sono state già eseguite in carcere, mentre la Polizia ha provveduto ad acciuffare gli altri 24 presunti affiliati SCU. Tra questi, due si trovano adesso agli arresti domiciliari a causa di particolari problemi familiari. Tutti gli arrestati sono stati presi nelle proprie abitazioni, tranne Dario Giacca, di Porto Cesareo, che è stato invece rintracciato nel paesino di Lanciano in provincia di Chieti.

Si trovano in carcere adesso: Francesco Attanasio, Andrea Centonze, Pietro Cino, Rosanna Tornese, Davide Podo, Antonio Protopapa, Roberto Spagnolo e Antonio Mazzotta, tutti di Monteroni; i leccesi Marco Cimmina e Fabio Lorenzo; Piergiorgio De Donno, Annachiara De Luca, Lorenzo De Pace, Dario Giaccari e Romolo Peluso, di Porto Cesareo; Antonio Facecchia, Fouad Anine, Miriam Guadalupi, Raffaele Martena, Nicola Magli e Ivan Martucci, di Brindisi; di Arnesano invece sono Andrea Pellè, Roberto Pellè, Vincenzo Scippa e Marcello Spedicato; infine ci sono anche Giuseppe Pinto, di Leverano, Antonio Quarta, di Carmiano e Mauro Iaia, di Tuturano.