Foto Andrea StellaE’ stato individuato ed arrestato Davide Piliego, 19enne di Brindisi, accusato di aver rapinato lo scorso 14 novembre assieme ad un complice, la gioielleria “Arte Orafa” di Nardò e di aver sequestrato il titolare, Davide Ronzino e la commessa del negozio.

Secondo le informazioni fornite dagli inquirenti, lunedì scorso infatti, intorno alle 20, due individui si sono presentati a volto scoperto presso la gioielleria e fingendosi clienti, hanno chiesto di visionare alcuni preziosi. Quando il titolare ha aperto la cassaforte, i due hanno scavalcato il bancone e tirato fuori una pistola. Mentre uno minacciava la commessa, l’altro si è avvicinato alla cassaforte, ma il proprietario ha cercato di opporsi e da qui sarebbe nata una colluttazione finita quando l’uomo è stato colpito con il calcio della pistola alla testa.

I due rapinatori hanno poi immobilizzato l’uomo e la commessa con delle fascette di plastica e li hanno chiusi in un laboratorio. Dopodiché hanno arraffato la refurtiva – del valore di circa 200.000 euro – , l’hard-disk con i filmati di video-sorveglianza e si sono dati alla fuga a bordo di una Fiat Panda.

Le indagini sono state così avviate dal commissario di Nardò, con la collaborazione della Squadra Mobile di Lecce. Successivamente, diversi elementi hanno portato le forze dell’ordine a sospettare di alcuni pregiudicati del brindisino, tra cui Davide Piliego. L’auto per esempio, che è stata poi rinvenuta completamente distrutta dalle fiamme, era risultata rubata nella zona, inoltre vi sarebbero altri elementi che avrebbero portato gli agenti verso quella pista. Coadiuvati quindi anche dalla Squadra Mobile di Brindisi, è stato possibile giungere a Piliego, che nel frattempo era stato arrestato per aver tentato di rapinare un’altra nota gioielleria, questa volta ad Ostuni. E’ stato infatti beccato in flagranza di reato assieme ad altri due complici e a del materiale per raccogliere i preziosi, le fascette di plastica già utilizzate per immobilizzare il gioielliere di Nardò e una serie di impronte che hanno confermato agli agenti la colpevolezza del giovane.

Contemporaneamente la Squadra Mobile di Brindisi ha individuato anche il ricettatore, Tiziano Cannarile, di 21 anni e anch’egli originario del brindisino. Grazie alla perquisizione domiciliare infatti, è stata ritrovata parte della refurtiva di Nardò nell’abitazione di Cannarile, che è stato inizialmente denunciato a piede libero.

Il lavoro celere e coordinato delle Procure di Lecce e di Brindisi, ha poi portato all’emissione delle due ordinanze di custodia cautelare per i due giovani, che perciò adesso sono accusati l’uno di ricettazione – Cannarile -, mentre a Piliego si aggiungono le accuse di rapina aggravata, sequestro di persona, furto d’auto e possesso illegale di arma da fuoco.

Le indagini nel frattempo continuano per rintracciare anche l’altro complice che ha commesso il furto assieme a Piliego.

 

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