Un Fondo a disposizione di interventi per il Salento messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia e l’impegno, anche economico, della Provincia di Lecce per la salvaguardia e il restauro di opere di interesse storico-artistico del territorio salentino, hanno dato vita ad un protocollo d’intesa

tra le parti che garantirà il recupero di 233 opere di “Barocco minore”. Contrariata una parte dell’Università del Salento che rivendica il Fondo. Un Fondo di 2 milioni e mezzo di euro fermo dal 1996 in attesa di progetti ritenuti validi dal direttivo della Fondazione che finanzia al 50 per cento interventi sul territorio regionale. Nato inizialmente su proposta del Ministero del’Università  per la creazione di una scuola di specializzazione, Isufi, un organismo indipendente dall’Ateneo che era partner nel progetto insieme alla Provincia di Lecce, alla Regione Puglia e alla Fondazione. In seguito l’Isufi fu declassata a dipartimento dell’Università del Salento e la sua realizzazione come scuola di eccellenza non andò in porto. Oggi la stessa Università, a torto, ne rivendica il finanziamento. E’ quanto spiegato dal Presidente della Fondazione Castorani a seguito dell’irruzione del Prorettore Pasimeni che, in rappresentanza dell’Università del Salento, voleva evitare la sigla del protocollo.

“Non c’è motivo per cui l’Università rivendichi il finanziamento – ha sottolineato Castorani – non essendone l’Ente di destinazione originario. La decisione da parte della Fondazione di erogare più della metà del Fondo alla provincia di Lecce è stata dettata dalla serietà e concretezza della proposta avanzata dalla stessa Provincia, che individua non solo il recupero di opere di rilevante importanza storico- artistica, ma anche la creazione di occupazione per giovani salentini a partire dagli studenti delle facoltà di Beni culturali dell’Università stessa. Pienamente d’accordo la professoressa Posa, preside delle facoltà, che non si ritiene esclusa dal progetto nonostante sia stato presentato dalla Provincia.

Il ringraziamento del presidente Gabellone è andato soprattutto alla sensibilità del presidente della Fondazione, che ha individuato nel recupero dei beni architettonici salentini un’occasione di crescita del territorio. Per il restante milione – ha dichiarato Castorani – siamo a disposizione di chiunque presenti progetti validi e si impegni ad essere partner al 50 per cento. Tra le opere su cui si interverrà per il programma di recupero “Barocco minore” ci sono: la chiesa di S.S. Annunziata di Casarano, i Basolati, la cattedrale e il Museo Diocesano di Nardò, il restauro delle tele dipinte e delle cornici lignee della cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli, la chiesa Madonna Addolorata di Maglie, il restauro della basilica S. Maria ad Nives e l’altare di S. Giuseppe nella parrocchia della Beata Vergine del Rosario di Copertino.

 

CONDIVIDI