Foto Andrea Stella“Sulla vicenda delle biomasse a Cavallino si continua a nascondere paternità delle scelte e a confondere le acque, tentando di scaricare responsabilità proprie sugli altri: questo atteggiamento della VicePresidente Loredana Capone è inaccettabile e necessita della dovuta chiarezza.” 

Lo comunica in una nota, il Presidente Commissione Lavori Pubblici Provincia di Lecce, Renato Stabile. “ È solo la Regione Puglia che può fermare l’arrivo delle biomasse a Cavallino, con un proprio provvedimento netto, senza il bisogno di nominare presunti commissari, e il Comune di Cavallino – per la sua parte – ritirando la Delibera di indirizzo che dava il via libera all’impianto. La Provincia di Lecce, in tutti questi mesi, ha solo svolto le sue competenze con coscienza, responsabilità, dicendo “NO” per la parte politica e anche per quella tecnica, con numerosi pronunciamenti contrari alla realizzazione dell’impianto da parte della Commissione Provinciale Ambiente e da parte stessa del Dirigente, che ha negato la via inizialmente concessa – è bene dirlo – durante l’Amministrazione Pellegrino. Per poteri specifici ora può intervenire soprattutto la Regione Puglia, che sin qui si è lavata le mani in questo atteggiamento pilatesco di scaricabarile sulla Provincia. Ma è bene precisare: non esiste nessun immaginario parere positivo a valutazioni di impatto ambientale espresso dalla provincia, come vorrebbe far intendere Loredana Capone. Ma ripercorriamo il percorso amministrativo delle biomasse a Cavallino, per fare la dovuta chiarezza, date, carte e riferimenti alla mano. Il procedimento è stato avviato nell’ottobre 2008, concluso l’anno successivo, ultimo atto dell’Amministrazione Pellegrino. Nessuna espressione politica di volontà positiva alla realizzazione dell’impianto, dunque, è mai arrivata dal centrodestra. Contrarietà, anzi, è arrivata dalla maggioranza in Consiglio Provinciale, nel massimo organo dell’Ente, il 22 ottobre 2010, in un apposito punto all’Ordine del Giorno. Parere contrario, dell’Ufficio Ambiente, è stato rilasciato nel settembre 2010 e ribadito nel novembre successivo, a soli 2 mesi di distanza, sempre in linea con le scelte unanimi di contrarietà espresse dal Consiglio Provinciale. Tutto questo mi sembra esprimere una volontà inequivocabile: c’è una contrarietà politica, netta, chiara, fuori da queste mistificazioni messe in campo dalla VicePresidente Capone: “NO” all’insediamento di un impianto a biomasse da 37 MW a filiera lunga, che non utilizzerebbe combustibili rinvenienti dal nostro territorio. Un “NO” rafforzato dalla allocazione territoriale in cui l’impianto vorrebbe sorgere, in un territorio già gravemente compromesso a livello ambientale. Oggi, lo ripeto, il Comune di Cavallino e la Regione Puglia sono gli unici titolari del provvedimento autorizzativo definitivo: Loredana Capone non scarichi su altri le proprie responsabilità istituzionali”

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