Il 2011 sta per salutarci con una triste statistica: 1.250 cani e oltre 2.000 gatti sono stati avvelenati all’interno dei condomini delle nostre città. E’ un fenomeno che sta drasticamente prendendo piede secondo quanto denuncia lo sportello animali

di AIDAA, il servizio di consulenza legale gratuita dell’Associazione italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente.
Secondo quanto prescritto dalla legge, la detenzione di animali domestici in un condominio è vietata solo se esplicitamente menzionata all’atto dell’acquisto o contenuta in un regolamento di tipo contrattuale. Per giunta, con la discussa sentenza del Tribunale di Milano viene stabilito che le colonie feline possono convivere negli spazi comuni non alterando la destinazione di cortili o androni. Tutto questo non fa che legittimare le pretese dei proprietari di animali che a fatica tentato di proteggere l’incolumità degli stessi, a tutto svantaggio invece di chi pensa di sbarazzarsi incivilmente di gatti e cani indesiderati. Attenzione dunque, la legge sembra essere dalla parte dei buoni e proprio mentre lo Stato si mobilita, ecco che le accuse cadono pesanti: 700 sono le denunce e gli esposti presentati alle forze dell’ordine in tutta Italia e il record è stato registrato proprio in Puglia con Brindisi in testa, a seguire Bologna, Roma, Terni, Bari e Palermo.
Glia avvelenamenti sono spesso accidentali, dovuti alla scarsa informazione sui nuovi metodi di derattizzazione, ma una buona percentuale avviene per motivi non del tutto casuali. Polpette avvelenate, bocconi fatali che vengono disseminati senza scrupolo nelle strade delle nostre città e nelle campagne adiacenti, velenosi metodi per cui spesso non esistono antidoti, l’unica terapia è la tempestività nel riconoscere l’accaduto e ricorrere a cure di supporto nel tentativo di aiutare l’animale a superare la fase critica. Per chi è meno fortunato i dolori sono atroci  e la morte sopraggiunge non sempre repentinamente. Le vittime sono i nostri animali domestici e non solo, migliaia di volpi sono state colpite da questo terribile destino che in alcuni casi ha persino portato alla morte animali in via d’estinzione come rari rapaci e lupi. E’ necessario tenere alta la guardia e non distrarsi nemmeno quando sono i nostri figli a giocare nei parchi e nei giardini, perché le sostanze velenose contenute in queste esche mortali sono dannose e possono essere fatali anche per loro.
Le percentuali parlano di un fenomeno in fase crescente, dal 2010 ad oggi si è verificato un incremento di circa sette punti percentuali. Proviamo a guardare negli occhi il cane randagio che ci passa vicino o il gatto del dirimpettaio che ci sfiora le gambe e chiediamoci se queste statistiche non meritino di vedere finalmente una svolta in senso decrescente, una regressione di questo fenomeno ignobile che colpisce la nostra regione più di qualunque altra.
Pamela Villani

 

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