Il periodo risorgimentale italiano (1820-1870) è stato segnato, tra l’altro, da una sofferta interazione (talora apertamente conflittuale) tra il Regno di Sardegna (poi d’Italia) e la Chiesa cattolica. Davanti ai disavanzi economici, legati anche alle vicende belliche, gli organi statali del tempo adotteranno una serie di misure mirate ad acquisire in modo forzoso il patrimonio ecclesiastico, unitamente a ulteriori normative giurisdizionaliste.

Dentro questo complesso quadro storico si colloca il nuovo libro del prof. Pier Luigi Guiducci, dal titolo: “I giorni della gloria e della sofferenza. Cattolici e Risorgimento Italiano”, pubblicato dall’Editrice Salesiana  Elledici (Leumann, Torino 2011). L’Autore è docente di storia della Chiesa presso la Pontificia Università Lateranense (Centro Diocesano di Teologia per Laici, Istituto “Ecclesia Mater”) e presso l’Università Pontificia Salesiana.
Diciamo subito che il testo, anche a una prima lettura, presenta tre pregi innegabili: riesce a evitare un animus polemico, sa inquadrare il contributo dei cattolici in modo chiaro, articolato e documentato (note, schede, bibliografia), offre – senza ricorrere a un alto numero di pagine – un quadro storico che recupera aspetti messi talvolta in ombra. Senza tacere quegli eventi che hanno messo a dura prova la vita della Chiesa del tempo  (incameramento forzoso di beni privati; non riconoscimento di istituti religiosi; arresto, detenzione ed espulsione di vescovi, sacerdoti, religiosi e laici; blocco di nomine ecclesiastiche; invasione di Stati sovrani senza dichiarazione di guerra…), questo Autore supera la dura contrapposizione tra  “liberali” e ”cattolici”, e disegna una dinamica ove la presenza dei cattolici nel Risorgimento italiano è riscontrabile ovunque. Anche loro hanno quindi  dimostrato – in molteplici circostanze – di essere dei patrioti, dei liberali, di soffrire il travaglio di ore segnate da incertezze, precarietà, rapida mutabilità degli eventi, repressioni, offrendo dei significativi apporti: dall’area  culturale a quella  politica e giuridica, dall’ambito  sociale  a quello collegato all’assistenza, fino ad arrivare alle tante iniziative di mediazione –  oggi quasi dimenticate –  che hanno evitato in più casi l’aggiungersi di violenze alle violenze, tutelando così le persone più inermi.
Si delinea in tal modo, nel volume del prof. Guiducci, una molteplicità di riferimenti che colpiscono per il numero, per la qualità dell’apporto descritto e per l’individuazione di fonti non citate in altre opere edite. In particolare, dopo aver ricordato i provvedimenti sabaudi che costituiranno  motivo di attrito tra il Regno di Sardegna (poi d’Italia) e  la Santa Sede, e dopo aver rivolto un’attenzione non fugace al ruolo svolto dalle logge massoniche nelle vicende risorgimentali italiane, l’Autore dimostra –  prima di tutto –  come ogni corrente ideologica del tempo includeva dei sostenitori anche cattolici.
Ampio spazio viene poi dedicato all’apporto dei cattolici in ambito sociale a livello: delle idee (molto interessante il riferimento ai pedagogisti), della conoscenza scientifica (rilevante il contributo offerto dai congressi degli scienziati), delle strutture di assistenza (asili d’infanzia, scuole gratuite, laboratori protetti, case aperte a soggetti con vicende personali difficili e con posizioni sociali deboli, ospedali, oratori, centri per disabili), di fondazione di nuove Congregazioni religiose dedite a progetti di promozione umana, di solidarietà legata alla nascita di Casse Rurali, Casse di risparmio (con fini statutari includenti anche la beneficenza), Società Operaie di mutuo soccorso…, senza dimenticare la realizzazione a Torino di un primo programma di riforma carceraria (grazie a una donna cattolica, la marchesa di Barolo) e l’organizzazione di piani di assistenza a tutela dei colerosi. Emergono, in tale ambito,  figure di religiosi e di religiose  che dedicheranno l’intera vita a difendere i deboli, gli emarginati, i malati: Cottolengo, Cafasso, don Bosco, la Mazzarello, don Guanella, don Orione, Faà di Bruno, Murialdo, Marello, Allamano… Si tratta di una lunga serie di protagonisti che ritroviamo nelle diverse regioni italiane.
L’Autore, però, non si ferma qui. Accanto a questi riferimenti (importanti per gli effetti che si  prolungheranno fino ai nostri tempi) il prof. Guiducci getta luce su una vasta gamma di iniziative che costituiranno la rete di assistenza ai soldati (in gran parte cattolici) e ai volontari coinvolti nelle diverse battaglie del periodo risorgimentale (1848-1866) e nella stessa guerra di Crimea (1853-1856). Questa parte del volume è di particolare interesse perché focalizza intanto l’impegno laicale cattolico (negli ospedali da campo, nei servizi di sanità militare, nel piano sanitario organizzato durante la Repubblica Romana).
Un libro rivolto a chi vuole saperne un po’ di più su questo periodo storico particolare; a chi non ha tempo di leggere enciclopedie storiografiche, a chi non vuole perdere una traccia del passato.
Il volume “I giorni della gloria e della sofferenza. Cattolici e Risorgimento italiano” rimane uno strumento prezioso per meglio comprendere un lungo elenco di contributi segnati contemporaneamente da un impegno personale e da una vita di fede, e per stimolare nuove ricerche mirate a valorizzare apporti talora ignorati dalla storiografia ufficiale ma significativi nei contenuti e negli effetti.

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