Non ha tregua la polemica su piazzetta Carducci antistante il Convitto Palmieri, ormai al centro di un dibattito sempre più acceso e dipinto senza mezzi termini come il luogo “dello spaccio e del vandalismo”.

Che episodi di violenza come quello del bengalese avvenuto qualche giorno fa, avvengano è fuor dubbio. Sostanze stupefacenti e alcolici sono all’ordine del giorno nella movida leccese. Ma, per l’appunto, sono all’ordine del giorno per tutta la movida leccese… e dintorni.
Citiamo solo i più importanti e già segnalati dalla stampa:  18 agosto 2011, rissa tra due giovani e un barista in Piazza S. Oronzo; 6 giugno 2011, 20enne aggredito in piazzetta Tito Schipa, alias Mercato dei Fiori; 5 giugno 2011, aggredito il gelataio della Gelateria degli Angeli, via Vittorio Emanuele II; e andando a ritroso, abbiamo ancora altri episodi: in Via Paladini, appena dietro il Duomo, una rissa a colpi di cinta e un’altra proprio vicino Porta San Biagio, all’altezza del Road66; colluttazione nata perché alcuni giovani urinavano lì vicino, per strada; a distanza di un anno, la notte di San Martino, un’altra aggressione nei pressi di piazza S. Oronzo, questa volta a farne le spese un 18enne di Zollino.
E che dire del giovane arrestato lo scorso 21 luglio, in possesso di 4 dosi di cocaina, di ritorno proprio dalla movida leccese?
Molti altri episodi non sono oggetto degli organi di stampa ma andrebbero comunque ad aggiungersi alle cronache cittadine. Basta una passeggiata notturna per locali, da Via Ascanio Grandi e continuando fino in piazzetta Santa Chiara, per poi spostarsi in via Palmieri, porta Napoli e via dicendo. Sono tutti luoghi che nel bene o nel male – anzi spesso proprio nel male – hanno fatto la storia della gioventù leccese.
Luoghi da sempre al centro di risse, atti di vandalismo, spaccio e quant’altro eppure mai chiusi al pubblico.
Alessandro Gallucci, legale Aduc ha espresso ieri un concetto fondamentale: chiudere il Convitto servirebbe soltanto a spostare il problema di qualche metro più in là. Invece di ricorrere a “scelte demagogiche”, le amministrazioni dovrebbero invece trovare una soluzione con maggiori controlli e far rispettare la legge anti-bivacco che vieta le consumazioni per strada e fuori da qualsiasi locale.

Certo è che questa legge danneggerebbe gran parte della movida leccese. Ma allora perché intestardirsi tanto solo con piazzetta Carducci?

“Nessuno nomina piazzetta santa Chiara o via D’Aragona. Perché?” continua a lamentarsi Giovanna Quarta, la proprietaria del bar antistante il Convitto, che maggiormente verrebbe danneggiata con la chiusura della piazzetta e che sta portando avanti la battaglia per salvare il luogo di ritrovo.

La signora Quarta ha già raccolto 400 firme appena la polemica è scoppiata qualche mese fa ed è ancora in attesa di una risposta, nonostante il Sindaco Paolo Perrone abbia proposto la petizione contraria ai residenti di via Cairoli, che già hanno espresso alla stampa le proprie opinioni

“Sulle dichiarazioni che ho letto sui giornali”, commenta poi la signora Quarta all’accenno su quanto appreso dalla stampa nei giorni scorsi, “Sono rimasta sorpresa da quello che è stato detto: le signore milanesi per esempio, prima di prendere casa in questa via, hanno chiesto a più persone come si vivesse e tutti hanno detto che non conveniva perché non è una zona tranquilla. Ci sono un sacco di testimoni! Perché allora affermare come hanno detto che qualche giorno il 118 le porta via? Anche la dichiarazione di Gerard Depardieu, mi ha lasciata perplessa. Non lo si vede che una volta ogni tre/quattro mesi, se viene è accompagnato dal taxi fin sotto casa, dove entra e non lo si vede più. Ed è persino successo che qualche residente per fare manovre con l’auto, rompesse le fioriere della Provincia… e poi esce fuori che noi abbiamo i vandali.”

“Per questi pochi residenti – continua poi – il Sindaco ha richiesto le firme per una petizione… e le nostre? Che fine hanno fatto? Per quanto riguarda i professionisti che hanno aderito alla protesta di chi abita in questa strada, qui non ci sono studi di avvocati o commercialisti o medici, non c’è niente. Ci sono solo abitazioni che forse rischiano di essere affittate per prezzi minori se questa zona diventa da quattro soldi. Secondo me non c’entrano niente spaccio e vandalismo… secondo me è una questione economica.

Tra l’altro ieri sono tornati i barboni, in pieno giorno, che litigano e già in altre occasioni sono anche venuti alle mani. Il cancello allora lo mettiamo anche di mattina? 

Ci sono in gioco i posti di ragazzi a cui io pago stipendio e contributi e se questo locale verrà chiuso, allora citerò ai danni chi di dovere. A questo punto pretendo venga chiusa piazza S. Oronzo, dove tra l’altro ogni mattina passa una camion che raccoglie tutta l’immondizia abbandonata la notte prima, Piazzetta S. Chiara,  appena ristrutturata e subito distrutta e tutti i posti a rischio.”

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

undici + uno =