Domani, Martedì 29 Novembre, presso il THEATRUM di Miggiano, nella centralissima Via Roma, dalle ore 17 alle 22, continua il CORSO DI TEATRO diretto dall’Attrice e Regista Rosaria Ricchiuto. Il laboratorio è aperto a chiunque voglia sperimentare la propria creatività liberamente.

Non è necessario avere alcuna esperienza di danza, teatrale o artistica: è sufficiente la voglia di mettersi in gioco, attraverso una “forma innovativa” che è il TEATRO SPERIMENTALE e DI RICERCA, dove l’Attore diventerà anche Autore oltre che Protagonista della Scena.

Si vuole  portare sul Palcoscenico la VERITA’, facendo preziose le esperienze e i bagagli di vita di ciascun Attore partecipante, proprio per questo sarà un AVVINCENTE LAVORO SEMPRE IN DIVENIRE e non uno studio su copioni già “stereotipati”. Una ricerca profonda e fortemente stimolante, divertente e commovente. Perché questo è il Teatro. I migliori allievi del Laboratorio saranno scelti per lo Stage che prevede la partecipazione come Comparse ed Attori negli Spettacoli che la Compagnia porterà in scena in tutto il Salento ed anche oltre il Salento.

Si partirà esplorando il metodo Stanislavskij – Strasberg che ha come fine quello di portare l’attore a creare il personaggio in modo autonomo, mantenendo alte le capacità di modificarlo a seconda delle esigenze registiche, senza per questo agire in modo solo tecnico o meccanico, bensì cercando di dare sempre un risultato specifico, originale e quanto più possibile vero.

Un grande Lavoro lo si farà attraverso il TRAINING che sarà così composto:

-Tecniche di rilassamento. Molto importanti per potersi predisporre ad una qualsiasi fase creativa; vanno da quelle più conosciute a quelle di scuola prettamente di metodo, come, ad esempio, il rilassamento della sedia di Strasberg, rilassamenti sensoriali, energizzanti ecc.

-Lavoro personale e di gruppo: consiste in un gran numero di esercitazioni che hanno come fine quello di allenare qualità, quali l’uso armonico del corpo, la memoria, la sincronia, la concentrazione su più cose contemporaneamente, il perseguimento degli obiettivi nella recitazione, la fiducia nel partner, l’autocontrollo, l’immaginazione, la forza di volontà, la sensibilità. Si spazia da esercizi della vecchia scuola russa a quella americana ad altri della tradizione didattica europea. Questa è una sezione del lavoro molto importante, perché predispone l’allievo ad affrontare con sicurezza e padronanza le varie componenti della recitazione e lo abitua a lavorare con i colleghi.

– Memoria sensoriale e memoria emotiva: le emozioni sono quanto di più insondabile ed inafferrabile possa esistere, non sappiamo dove risiedano o cosa siano, ma sappiamo come richiamarle. Il lavoro sulla memoria sensoriale è di fatto l’aspetto più rivoluzionario del metodo: si può dire che esso sia il metodo. Il lavoro sensoriale consiste nell’allenare i sensi attraverso una gerarchia di esercizi ben precisa ed estremamente organica. L’attore impara ad ottenere, attraverso la memoria dei sensi, delle vere e proprie risposte sensoriali reali. Si tratta di frutti della memoria che in ultima analisi si trasformano, con la memoria emotiva, che rappresenta il grande step finale di arrivo, in emozioni, stati d’animo, che rendono la recitazione vera e specifica. L’attore, padrone di questa tecnica, riesce a creare a comando, con verità, specificità e ricchezza di sfumature, tutte le emozioni, i sentimenti e gli stati fisici, come il freddo, il caldo ecc… che si rendono necessari nel corso di una performance. Si ottiene così quella che da molti viene definita “una recitazione interiore”, o meglio, il risultato di qualcosa che nasce da dentro. Naturalmente, i frutti di questo lavoro sono talmente tanti, spaziano dall’intimità alla compassione ecc… toccano tutte le corde della vita e dell’animo umano e sarebbe impossibile condensarli in queste poche righe.

-Imitazione delle persone. E’ un lavoro fondamentale.  L’attore fa le persone, deve quindi conoscerne con minuzia le posture, pratiche, atteggiamenti, modi di pensare, di parlare, suoni ecc… Alcuni pensano che questa pratica sia da ritenersi esteriore, non buona: non c’è nulla di più sbagliato, infatti l’imitazione sta alla base del profondo desiderio mimetico dell’essere umano ed è il fondamento dell’arte sciamanica della trasformazione.

L’attore esperto nella tecnica dell’imitazione riesce ad appropriarsi delle caratteristiche di colui che imita, le fa sue, e le esprime dopo averle elaborate, non rappresenta quindi una semplice macchietta ma un profondo lavoro di trasformazione personale. Questa tecnica consta di una fase di osservazione dal vero, di documentazione, e di una fase di lavoro attivo, in cui l’attore, partendo da una imitazione meccanica, arriva a metabolizzare organicamente il soggetto imitato, cominciando a sviluppare un modo di pensare assimilabile a lui, le sue necessità, obiettivi, speranze, sentimenti, ritmi respiratori, abitudini.

-Imitazione degli animali. Capita che un attore senta che il suo personaggio presenti delle analogie con un animale, oppure che voglia dare al personaggio delle caratteristiche fisiche, di comportamento, pensiero ecc… estremamente particolari. Grande fonte di ispirazione sono gli animali.

Molti attori si sono ispirati alla natura. Il lavoro sull’animale è faticoso sia sotto il profilo fisico che mentale e consta anch’esso di una fase di osservazione-documentazione dal vero e di una fase di lavoro attivo, in cui l’attore parte dalla condizione bestiale, si comporta in tutto e per tutto come l’animale imitato per poi passare lentamente ad una posizione eretta che, prima, mantiene tutte le caratteristiche animali e piano piano comincia ad umanizzarsi, partendo da una mano fino ad arrivare a tutto il corpo, per poi umanizzare la voce ecc….. Si ottiene, lentamente, con un gran lavoro di evoluzione a settori un personaggio umano dotato di caratteristiche personalissime, inusuali, che solo l’attore sa appartenere ad un animale. E il pubblico vede solo il frutto del lavoro.

– Improvvisazione, gli esercizi di improvvisazione sono una costante di questo percorso didattico, di fatto allenano l’attore ad affrontare le scene, a prendere decisioni, a vivere nel mondo del personaggio essendo creativi nel rispetto delle circostanze date. Per quanto riguarda il lavoro dei metodo vero e proprio, poi, l’improvvisazione serve a connettere gli attori con quella che sarà la fase attiva di costruzione del personaggio della script analisys. Il lavoro di improvvisazione, quindi, è continuo e prevede esercizi che possono avere, oltre l’allenamento all’azione a 360 gradi, delle finalità specifiche, come il perseguimento dell’obiettivo, lo sviluppo delle capacità sensoriali, la causa effetto, il ragionamento logico ecc…

-Lavoro da fare a casa. Gli allievi continuano l’allenamento anche a casa. Sono previsti infatti esercizi giornalieri di allenamento, nonché stesure scritte necessarie al proseguimento del lavoro la volta successiva.

-Allenamento del sesto senso: una parte di lavoro è dedicata allo sviluppo delle facoltà del sesto senso, attraverso esercizi.

Le discipline che verranno affrontate sono: Dizione,  Impostazione vocale, Respirazione, Drammatizzazione, Plastica, Recitazione, Psicotecnica, Psicodramma, Antropologia teatrale

Gli obiettivi? Recuperare la propria creatività, imparando a usare l’ISTINTO; riscoprire il piacere del gioco, rendendo funzionale la base emozionale; recuperare l’espressività del corpo, sfruttando le potenzialità ignorate o represse; acquisire la capacità di esporsi liberamente davanti a chiunque; rapportarsi con l’ambiente circostante, relazionandosi con lo spazio e con gli altri; imparare a respirare e ad usare la voce in sintonia con il corpo.

INFO e CONTATTI: 338.4827332. Oppure scrivete a rosaria.ricchiuto@libero.it

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