Foto Andrea StellaQuando ha premuto il grilletto, Danilo Dell’Anna era convinto che l’arma fosse scarica. Così convinto, che per dimostrarlo ai suoi amici l’aveva puntata contro quello che sarebbe diventato suo cognato, Youssef Harmanz, marocchino d’origine, di 26 anni, uccidendolo all’istante.

Sarebbe questa, secondo gli accertamenti svolti dai carabinieri, la dinamica della tragedia avvenuta nella notte di Ognissanti a Surbo, in questa villetta di via Piave. Un tragico errore, costata la vita al giovane marocchino, nato a Lecce e che di professione faceva il macellaio, per mano del suo amico, 24enne, di Surbo. Dell’Anna e Harmanz erano in compagnia delle rispettive fidanzate, Nadia, sorella del marocchino, appena 18enne, ed Alessandra Blasi, 24enne leccese, fidanzata della vittima. Erano in casa di Dell’Anna, in camera da letto, quando il 24enne ha prelevato dalla cassaforte due pistole, una 9×21 ed una 7,65 per farle vedere agli amici. Armi che Dell’Anna, guardia giurata, che attualmente lavora come barista nel locale del padre, custodiva legalmente. Poi, all’improvviso, la tragedia. Dell’Anna ha impugnato la 7,65, che aveva il caricatore inserito. Con un movimento repentino, l’ha indirizzata contro il marocchino e, convinto che non ci fossero colpi in canna, ha premuto il grilletto. Subito dopo, la pistola si è anche inceppata. La dinamica sarebbe stata confermata anche dalle due ragazze presenti, nel corso degli interrogatori, che sono proseguiti fino a tarda ora. Ancora da accertare se la pistola fosse stata custodita già carica o se qualcuno l’abbia armata successivamente. Danilo Dell’Anna è difeso dall’avvocato Salvatore Leone, che assiste anche le due ragazze Su tutti, anche sulla vittima, è stato effettuato la prova dello stub. Al medico legaleFoto Andrea Stella Alberto Tortorella, invece, venerdì sarà affidato l’incarico di effettuare l’autopsia sul marocchino. Gli uomini della scientifica hanno provveduto ad effettuare tutti i rilievi. Il sostituto procuratore Giovanni De Palma, che ha disposto il sequestro delle armi, ha iscritto sul registro degli indagati chi ha impugnato la pistola, che ora dovrà difendersi dall’accusa di omicidio colposo, oltre a dover combattere contro il senso di colpa, pesantissimo, per avere ucciso un amico.

 

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