E’ crisi vera quella che sta attraversando il Nardò Calcio in queste settimane. Sì perché anche il motore della macchina granata, ovvero la squadra, comincia a dare segni di insofferenza, comincia a far sentire la propria voce, a rivendicare le proprie posizionI, e soprattutto minaccia di fermare un giocattolo

finora praticamente perfetto.
Con un comunicato stampa diffuso ieri i giocatori del Nardò hanno infatti voluto far presente a tutto l’ambiente la loro reale situazione finanziaria creatasi a seguito della crisi granata: “I calciatori dell’ASD Nardò Calcio, rispetto quanto appreso dagli organi di stampa locali nei giorni scorsi, tengono a precisare che, ad oggi, il corrispettivo del 50% della prima mensilità scoperta (relativa al mese di settembre), come da accordi antecedenti la gara con la Fortis Trani, non è stato regolarmente erogato”. In pratica gli accordi in merito all’erogazione degli stipendi non sarebbero stati rispettati dal Nardò Calcio che avrebbe versato alla squadra e allo staff tecnico, come si legge nel comunicato, solo il 33% di quanto dovuto.
Il rullo compressore che ha appena conquistato la vetta del girone H della serie D e giusto ieri battuto il Nissa per 1-0 in Coppa Italia con gol i Garat, rischia di dissolversi perché la sqaudra granata non sembra disposta a  sopportare ancora a lungo una situazione incerta e difficile. La posizione espressa nel comunicato è netta e decisa e soprattutto contiene una sorta di ultimatum che chiama alla riflesione e all’azione tutte le componenti deputate al salvataggio del Nardò Calcio: “continuando a riporre fiducia nelle figure del Sindaco di Nardò, Marcello Risi, e del presidente della Società Enzo Russo,  informiamo tifosi e addetti ai lavori che continueremo a garantire  il massimo impegno e professionalità, come dimostrano i risultati ottenuti fin qui nonostante una situazione economica precaria, fino a lunedì prossimo venturo”. E poi cosa succederà? I tifosi granata sperano di non doverlo scoprire, e in fondo anche i giocatori, che precisano: “Vogliamo dare un segnale forte per salvaguardare il progetto calcio neretino, e per una maggiore tutela della nostra professione”.
Il motore granata vuole continuare a girare ma serve trovare la benzina che lo alimenti, e serve farlo in fretta.

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