Applausi a scena aperta per una pellicola che ha regalato emozioni allo stato puro. Tradizione, cultura, sentimento, orgoglio, identità, amore, combattimento, purezza, genuinità. Grazia e Furore, appunto. 

Il docu-film made in Salento ha ottenuto consenso e ammirazione al sesto Festival del Cinema di Roma dove è andato di scena nella tarda serata di domenica 30 ottobre.  La pellicola,  della durata di settanta minuti, ha ottenuto il sostegno di Apulia Film Commission e del Comune di Lecce.
A fare da prologo l’ambito red carpet della Capitale, una passerella obbligata per degli attori per caso, ma veri, i fratelli leccesi Fabio e Gianluca Siciliani, per l’altra protagonista del docu-film, la ballerina Enrica Di Donfrancesco, moglie di Fabio, per la regista Heidi Rizzo, al suo esordio cinematografico, per lo sceneggiatore Alessandro Valenti e per i produttori della Saietta Film Edoardo Winspeare e Gustavo Caputo. Un red carpet animato da un manipolo di ballerine thailandesi giunte a Roma per l’occasione che hanno danzato seguendo i ritmi orientaleggianti.
Poi si è aperto il sipario. Che ha mostrato una pellicola autentica, frutto di grande pathos cinematografico legato al vissuto quotidiano. Sport e vita di ogni giorno si sono fuse perfettamente incontrando la perfetta armonia di Fabio e Gianluca Siciliani, due tigri sul ring, vulnerabili fuori. Li hanno ribattezzati – non a caso – i guerrieri filosofi. Quasi a voler sottolineare che per loro la Muay Thai, l’arte marziale che li ha fatti conoscere in Italia e nel mondo è molto più di uno sport, è uno stile di vita. Messaggio lanciato e recepito al Festival romano. Dal pubblico e dalla critica.
Si spengono i riflettori ma la vita continua, cadenzata dai soliti ritmi, accompagnata dai rintocchi amorosi e serrati. Grazia e Furore, appunto. Non c’è spazio per la finzione. Tanto meno per la retorica. Da oggi Lecce e Bangkok non sono poi così lontani.

Grazia e Furore approderà a Lecce il prossimo 18 novembre, al Multisala Massimo

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