Le comunità Cristiane dei primi secoli ignorarono il termine “santo”. Il termine santo (dal latino sanctus) deriva da sancire, significa propriamente “rendere sacro, degno di venerazione”.

L’atteggiamento della chiesa primitiva verso qualunque forma d’idolatria fu sempre di grande riserva, è ancora fortemente radicata nelle prime comunità la componente giudaica, non è dunque ammessa la venerazione di terzi che non siano direttamente Dio o il Cristo.
Del tutto assente nella cultura ebraica è il termine martire (dal greco μάρτυς – testimone) che i cristiani utilizzano invece per designare colui che sacrifica la propria vita alla fede.
Le comunità primitive conoscono il culto dei martiri.
Chi sono i martiri?
Stefano è il primo martire della chiesa, la sua vicenda e la descrizione della sua fine sono riportate negli Atti degli Apostoli, dove è narrata la condanna alla lapidazione nel 36 d.c. per mano di alcuni sacerdoti. Egli è considerato il primo dei “comites Christi”, ovvero primo tra coloro che hanno seguito alla lettera il percorso terreno del Cristo, nel martirio; per questi motivi viene oggi festeggiato il 26 dicembre, subito dopo la nascita di Gesù.
Un vero e proprio culto dei martiri si manifesterà solo in tarda età imperiale in seguito ad un famosissimo episodio: la Chiesa ancora oggi commemora il 30 Giugno i martiri cristiani che perirono per mano di Lucio Domizio Enobarbo, meglio conosciuto col nome di Nerone; i cristiani furono accusati di essere gli autori dell’ incendio che devastò Roma nel Luglio del 64.
Sebbene i cristiani coinvolti nell’inchiesta confessarono ancor prima di essere arrestati, queste accuse erano in realtà pretesto per far fuori quella comunità che rinnegava il culto degli dèi e, soprattutto, dell’ imperatore.
Già Tacito (palesemente avverso alla setta dei cristiani) insinuò nel lettore il dubbio che lo stesso imperatore Nerone fosse in realtà l’autore del folle gesto:

“Ma né accortezza umana, né elargizioni dell’imperatore, né sacrifici espiatorii agli dèi valsero a dissipare l’ infame dicerìa che l’ incendio fosse stato ordinato da lui (Nerone)”

[TACITO, Annali XV, 44]

La punizione fu esemplare, i cristiani, benché ritenuti innocenti dai più, vennero condannati con l’ accusa di odio verso il genere umano (odio humani generis) e perseguitati in maniera atroce.
Alcuni furono rivestiti di pelli perché fossero sbranati dai cani, altri ricoperti di pece vennero utilizzati come torce umane.
Pietro e Paolo persero la vita e finirono con l’ essere uccisi a Roma.
Prima che i Decreti Teodosiani dichiarassero il cristianesimo religione di Stato, circolavano già i cosiddetti Acta Martyrum “Atti dei Martiri” composti tra la seconda metà del II secolo e il tardo medioevo. Se all’inizio gli Atti erano testi degni di fede non privi di qualche amplificazione retorica, più tardi, quando il culto dei martiri era già diffuso, i testi divennero elaborati con frequenti descrizioni di fatti miracolosi e descrizioni di supplizi atroci dei martiri stessi.

Negli scritti neotestamentari ed in quelli dei primordi, con il termine santo vengono designati i fedeli che che godono della “grazia abituale o santificante”.
Si tratta di una condizione necessaria per entrare in Paradiso. Essa dà all’anima la santità, cioè una bellezza vera e interiore amata da Dio, le ispira un amore generoso per Dio, la rende docile alla volontà di Dio.
Tale concetto di grazia è antichissimo, risale all’ Antico Testamento dove si parla di persone che hanno trovato grazia davanti a Dio (Noè, Genesi 6,8; Mosè, Esodo 33,127; Davide, 2; Samuele 15,25)
Nel capitolo 11 della lettera agli Ebrei vengono citati i “testimoni della fede”, cioè credenti che ci sono di esempio. Non una sola parola ci spinge alla loro “venerazione” però. Sono presentati solo per incoraggiare la nostra fede e perseveranza, affinché “non ci perdiamo d’animo” (II Corinti 4:1).
L’imperativo categorico di guardare al Cristo chiude il brano:
“….guardando Gesù, … perfetto esempio di fede.” (Ebrei 12:1-2).
Non solo qui non c’è nessuna indicazione alla “dulia” (culto di venerazione dei santi) ma c’è una raccomandazione ben ferma: prendete pure esempio dalla loro fede, ma “guardando a Gesù”.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

15 + otto =