Nonostante questa dodicesima giornata abbia confermato lo straordinario momento di forma della Juventus e del capocannoniere della Serie A German Gustavo Denis, e la progressiva crescita di Inter e Roma, non si può non dedicare uno spazio importante ai gravissimi errori dei guardalinee che hanno caratterizzato questo turno di campionato.

Nei tre anticipi del sabato, infatti, ci sono stati altrettanti decisivi errori di valutazione degli assistenti degli arbitri; procediamo con ordine:
Inter-Cagliari 2-1: calcio di punizione dalla sinistra di Alvarez, spizza Pazzini di testa, deposita in rete Thiago Motta per l’1-0. Peccato però che il netto fuorigioco dell’italo-brasiliano non sia stato ravvisato dall’assistente di Damato, Barbirati, il quale ha dunque convalidato il gol, decisivo per la vittoria dei nerazzurri.
Discorso inverso per i due anticipi giocati contemporaneamente alle 20.45: in Napoli-Lazio i padroni di casa dominano, sfiorano più volte il vantaggio e lo trovano con Cavani, su assist al bacio di Maggio. Il guardalinee Nicoletti però giudica irregolare la posizione di partenza dell’esterno partenopeo, in realtà in gioco di almeno due metri, e annulla ingiustamente il gol. Episodio analogo a Firenze, dove Seedorf si vede annullare la rete del vantaggio del Milan dal disattento Di Fiore.
Sia la partita del San Paolo che Fiorentina-Milan sono dunque finite 0-0.
Nessuna clamorosa svista nelle partite del pomeriggio, ma evidentemente quelle serali non portano bene ai guardalinee: l’errore che fa parlare più di tutti, infatti, si concretizza nel posticipo Roma-Lecce 2-1. I padroni di casa dominano, passano in vantaggio con Pjanic e sprecano l’impossibile con Bojan (almeno tre errori clamorosi), ma raddoppiano nella ripresa con Gago; il Lecce però non sta a guardare e riapre la gara con un pregevole pallonetto di Bertolacci, prodotto del vivaio romanista. A poco più di un quarto d’ora dalla fine, Osvaldo si inventa una rovesciata spettacolare che varrebbe il 3-1, ma Carrer, non si sa nè come né perché, giudica irregolare la posizione del centravanti giallorosso (nettamente tenuto in gioco da Brivio) e annulla il gol più bello, finora, della stagione.
Anche se clamoroso, quest’ultimo episodio non è stato decisivo ai fini del risultato come gli altri tre precedenti: ciononostante, degli assistenti così scadenti non si ricordavano da tempo, e più in generale anche gli arbitri di quest’anno non si stanno assolutamente mostrando all’altezza del ruolo che ricoprono. Il designatore Braschi, forse, dovrebbe scegliere con più cura gli elementi che di domenica in domenica andranno a formare la cosiddetta “terna” arbitrale, perché errori così evidenti potrebbero risultare decisivi alla fine del campionato.
Passiamo ora al calcio giocato: come accennato in apertura, la Juventus continua a vincere e convincere: abbattuto il Palermo per 3-0 e, nonostante qualche buona occasione non sfruttata dai siciliani, i bianconeri non hanno mai rischiato seriamente di perdere la partita. Pepe, Matri e Marchisio hanno siglato il meritatissimo successo degli uomini di Conte, primi a pari punti con la Lazio, ma con una partita da recuperare.
Perde invece l’Udinese a Parma per 2-0 grazie ad uno scatenato Biabiany: l’ex interista prima segna di testa l’1-0, poi si procura il rigore successivamente trasformato da Giovinco. Quinta vittoria in campionato per la squadra di Colomba e seconda sconfitta per quella di Guidolin; per la prima volta in campionato i friulani non hanno fatto gol, pur rimanendo la miglior difesa del torneo con sei reti al passivo.
Al quinto posto troviamo la Roma, in netta ripresa: finalmente la squadra di Luis Enrique piace, anche se (come scritto prima) continua ad essere poco incisiva sotto porta e un po’ troppo molle in difesa: se è vero che Bojan ne avrebbe potuti fare  tre, è altrettanto vero che il Lecce avrebbe potuto tranquillamente pareggiare.
Bene anche il Genoa, tornato alla vittoria contro il Novara (1-0, Veloso) dopo quasi un mese, e l’Atalanta, che pareggia a Siena su un campo molto impegnativo grazie alla doppietta di un Denis implacabile come non lo avevamo mai visto in Italia: con i due di ieri sono nove i gol messi a segno dal “Tanque”, già uno in più rispetto al suo massimo in Serie A, nella prima stagione a Napoli.
In fondo alla classifica, come detto, risale l’Inter pur mantenendo il quintultimo posto, e vince la sua prima partita in campionato il Cesena, grazie al gol di Parolo al “Dall’Ara” che vale l’1-0 nel derby in trasferta contro il Bologna.

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