Tolti i sigilli ai beni della Filanto Spa. Terreni ed immobili, riconducibili all’azienda, per un valore di oltre 300mila euro, che erano stati congelati dal gip Cinzia Vergine, su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta.

Alla base del sequestro per equivalente, disposto nei giorni scorsi, ci sarebbe una disputa tra l’azienda e l’Agenzia delle Entrate per una presunta indebita compensazione, ovvero il mancato versamento di somme dovute pari a quasi 303mila euro.

Dalla dichiarazione dei redditi del 2006 sarebbe infatti emerso un credito a favore della Filanto di oltre 214mila euro. I due modelli F24, presentati nel gennaio 2007 dalla società, ammontavano a oltre 114mila euro uno e oltre 400mila euro l’altro, superando quindi il credito disponibile di quasi 303mila euro. L’Agenzia delle Entrate ha trasmesso la documentazione in Procura che, di conseguenza, ha aperto un fascicolo nei confronti del presidente della Filanto Antonio Filograna Sergio. Lo stesso indagato aveva dichiarato, dopo il provvedimento, che i beni sequestrati alla Filanto avevano in realtà un valore di gran lunga maggiore, pari a più di 60 milioni di euro.

I suoi legali, Pasquale Corleto e Cosimo Finiguerra, hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame, affermando che, per questo tipo di reato, la legge non consentirebbe il sequestro preventivo per equivalente.
La motivazione della decisione dei giudici sarà depositata nei prossimi giorni.

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