“Un’area preziosa, culla di vigneti d’eccellenza e di antica memoria storica non può subire la deturpazione di una selva di pale eoliche alte 150 metri.” Lo comunica in una nota, Alfonso Rampino sul progetto di impianto eolico a ridosso delle Serre di Sant’Elia.

“Le notizie che vedrebbero la realizzazione di impianti eolici a ridosso delle Serre di Sant’Elia destano non poca preoccupazione. Nella prospettiva di tale scempio non possiamo non mobilitarci per salvare una delle zone di più alto pregio del nord Salento.
Stiamo parlando di quello che nel recente passato era stata individuato come il cuore pulsante del “Parco del Negroamaro”, dimostrazione della volontà di puntare ad un omogeneo sviluppo del territorio basato sulla valorizzazione della propria ruralità, che oggi non può essere brutalizzato da eliche e piattaforme di cemento.
Bisognerebbe, piuttosto, rivitalizzare le potenzialità di una zona che affonda le radici della sua ricchezza nel passato, tra vigneti, olivi secolari e testimonianze storico-artistiche, per lasciare alle future generazioni tracce tangibili di uno sviluppo sostenibile, realizzato senza dover cedere al ricatto di una royalty, sforzandosi piuttosto di progettarlo in modo organico e coerente con la bellezza del luogo e le aspettative delle nostre comunità.
Qui non si tratta di essere aprioristicamente per il no, ma di guardare oltre la quotidianità per pensare nuovi orizzonti di crescita. Solo una pianificazione più approfondita può salvaguardare quel rapporto naturale che esiste tra energia rinnovabile e tutela del territorio.
Solo una politica lungimirante può avere l’autorevolezza necessaria per guidare le dinamiche del proprio territorio, senza subirle. Il Partito Democratico, nell’operare le proprie scelte, non può prescindere da queste considerazioni, che interpretano una sensibilità largamente diffusa nelle nostre comunità.”

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