Foto Antonio CastelluzzoLavori oggi, ma ti pagano fra quattro mesi. Continuano ad allungarsi i tempi di pagamento in provincia di Lecce. Solo nell’ultimo anno c’è stato un ulteriore incremento di 45 giorni. E, così, ce ne vogliono ben 124 per riscuotere le somme dovute.

A rilevarlo è l’Osservatorio Economico di Confartigianato Imprese Lecce in base ai dati di Unioncamere-Istituto Tagliacarne, Banca d’Italia, Osservatorio Ispo-Confartigianato.

In particolare, nel Salento, si registra un’impennata dei tempi medi, comportando gravi ripercussioni sull’economia. Il ritardato pagamento «pesa» per 23 milioni di euro nel settore delle costruzioni; per 15,3 milioni nel comparto dei servizi; per 11,6 milioni nel manifatturiero. Per un totale di 50 milioni di euro (49,9 per la precisione).

Questa, invece, la situazione in Puglia. A Brindisi il ritardo è di 118 giorni con danni per un totale di 18,2 milioni, di cui 8,4 nelle costruzioni, 6,6 nei servizi e 3,2 nel manifatturiero.
A Taranto ci vogliono 115 giorni, comportando perdite per 16,2 milioni, di cui 6,8 nelle costruzioni, 6,5 nei servizi e 2,9 nel manifatturiero.
A Bari ci vogliono 124 giorni, come a Lecce, con danni però ben più rilevanti: 77,5 milioni, di cui 31 nelle costruzioni, 24,8 nei servizi e 21,8 nel manifatturiero.
A Foggia ci vogliono 118 giorni, comportando perdite per 24,3 milioni, di cui 10,8 nelle costruzioni, 8,8 nei servizi e 4,7 nel manifatturiero.
Il dato medio regionale è di 122 giorni di ritardo, con danni per 186,2 milioni, di cui 80 nelle costruzioni, 61,9 nei servizi e 44,3 nel manifatturiero.

«L’allungamento dei tempi di pagamento – spiega Luigi Marullo, presidente della categoria Costruzioni di Confartigianato Imprese Lecce – è un fenomeno che sta colpendo pesantemente le micro e piccole imprese e l’artigianato».

L’ultima rilevazione indica che, in Italia, dalla fine del 2010 al mese scorso, i tempi medi di pagamento sono in forte crescita, aumentando in media di 44 giorni e passando, dai 95 giorni di fine 2010 ai 137 giorni del 2011.
«L’incremento dei ritardi dei pagamenti – sottolinea Marullo – determina un costo in termini di maggiori oneri finanziari per la filiera dell’artigianato stimabile in 3.645 milioni di euro, con una incidenza sul valore aggiunto (al netto dell’agricoltura) pari allo 0,27 per cento. Il maggiore onere – prosegue il presidente – non viene sostenuto tutto dalle imprese ma viene in parte scaricato sulle imprese fornitrici, con un effetto-domino su tutta la filiera».
Di più: il maggior onere è aggravato dall’incremento dei tassi di interesse: ai tassi di interessi di un anno fa il costo sarebbe stato inferiore di 811 milioni (22,2 per cento del totale di 3.645 milioni).
In Italia, il settore che ha registrato nell’ultimo anno il maggiore incremento nei tempi di pagamento è quello delle costruzioni, in cui si registra una maggiore dilazione di 63 giorni, passando dai 94 giorni di un anno fa ai 157 di oggi. L’aumento è consistente anche nel manifatturiero, in cui si passa dai 102 giorni di fine 2010 agli attuali 147, con un incremento di 45 giorni. Nel settore dei servizi i tempi medi di pagamento salgono di un mese, passando da 78 a 108 giorni.

Riguardo alla tipologia di clientela, i privati registrano, nell’ultimo anno, l’incremento più elevato: dai 96 giorni di un anno fa ai 144 attuali, con un aumento di 48 giorni. «L’aumento dei ritardi di pagamento – fa notare Marullo – si inserisce in un contesto di particolare difficoltà economica per le famiglie: nel secondo trimestre del 2011 la spesa per consumi delle famiglie residenti è sostanzialmente piatta, con una variazione di appena lo 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente. La pubblica amministrazione registra ritardi di pagamento che sono passati dagli 83 giorni di un anno fa agli attuali 113 giorni, con un incremento di un mese esatto.

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

cinque × tre =