Foto Antonio Castelluzzo“Lavoriamo insieme per evitare che i tagli alle risorse anche nel settore dei trasporti penalizzino oltre misura il nostro territorio attraverso l’eliminazione di collegamenti essenziali con il resto d’Italia”.

Ad intervenire sulle decisioni di Trenitalia sono il presidente provinciale Gabellone con l’assessore Ciccarese ma anche il segretario provinciale Pd, Capone. L’onorevole Bellanova presenta un’interrogazione al Ministro Trasporti e Infrastrutture. Solo il coinvolgimento sinergico di tutte le istituzioni, può consentire una minimizzazione degli effetti drammatici legati ai tagli delle risorse. Regione, Province e Comuni capoluogo devono avviare una fase veramente partecipata di scelte condivise, è quello che sta accadendo nel Salento dopo la decisione di Trenitalia di sopprimere alcune delle corse principali che collegano il Sud al resto d’Italia. A tal proposito, mentre in provincia si riunisce la Commissione consiliare Trasporti dove sarà chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale ai trasporti, Minervini, Salvatore Capone fa sapere che il Pd provinciale sosterrà la battaglia avviata dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e prenderà parte al sit-in di protesta previsto per venerdi 18 novembre nei pressi della stazione ferroviaria di Lecce. “Affetti, impegni di lavoro, merci, turismo. Tutto ciò che si muove su terra, per assicurare la sostenibilità dello sviluppo, dovrebbe muoversi su rotaia. Desertificare quelle rotaie vuol dire vanificare ogni tentativo di costruzione di un futuro vivibile, dal punto di vista economico ed ambientale. Un servizio pubblico, per essere tale, deve essere universale e sottrarsi alle mere logiche di mercato”, commenta in una nota Salvatore Capone. Ancora più incisivo l’intervento dell’onorevole Teresa Bellanova del Pd che ha preparato un’interrogazione all’indirizzo del Ministro dei Trasporti per sapere in che modo sia opportuno intervenire, “per evitare che il Meridione d’Italia risulti completamente isolato e penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture ed anche occupazionale.

E se fosse il caso di convocare un tavolo interistituzionale per individuare una soluzione rapida e concreta che non danneggi i cittadini e le piccole e medie imprese del Meridione”, tenendo presente la perdita dei lavoratori che operano nel settore, la mancanza di un punto strategico qual è il Meridione per gli scambi commerciali nel Mediterraneo, il danneggiamento per un territorio che si appresta ad essere a completa vocazione turistica.

 

 

 

 

 

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