“Quello che stiamo vivendo oggi è un momento importante e particolare perché si realizza una tappa fondamentale del nostro percorso e si apre una nuova fase politica a sostegno dei cittadini”

Sono le parole con cui il Coordinatore Provinciale, Paolo Pellegrino, ha aperto il 1° Congresso Provinciale di Futuro e Libertà Lecce.
All’assemblea, svoltasi nella sala convegni dell’Hotel President a Lecce (gremita in ogni ordine di posto), presieduta dall’On.le Francesco Proietti, in qualità di Delegato Nazionale e alla presenza del Coordinatore Regionale della Puglia, On.le Francesco Divella, oltre ai delegati e ai rappresentanti dei circoli sul territorio, hanno partecipato tutte le maggiori personalità del mondo politico-istituzionale del Salento tra cui: Paolo Perrone, Sindaco di Lecce; Eugenio Pisanò, Presidente del Consiglio Comunale del capoluogo; Adriana Poli Bortone, Presidente Nazionale di Io Sud, Salvatore Ruggeri, Segretario Provinciale dell’Udc; Salvatore Capone, Segretario Provinciale del Partito Democratico; Paolo Pagliaro, Leader di APL; Gerardo Filippo, Coordinatore Provinciale di Io Sud; Enzo Russo, Coordinatore Provinciale di API; Aldo Aloisi, Presidente di Azzurro Popolare; Euprepio Curto, Coordinatore Provinciale Fli Brindisi.
Dopo i saluti dei rappresentati delle istituzioni e del mondo politico, si è svolto il dibattito e, successivamente, l’elezione per acclamazione di Paolo Pellegrino alla carica di Presidente Provinciale di Futuro e libertà Lecce.

Di seguito i passi principali dell’intervento del Presidente Provinciale, Paolo Pellegrino

Premesse.
Il Pdl, costola dalla quale si è staccato Fli a seguito delle battaglie di verità di Gianfranco Fini,  era nato con l’ambizione di costituire un inclusivo contenitore destinato all’area moderata riformista e liberale del Paese ma, nei fatti, si è manifestato come un partito padronale; gli organismi non si convocavano, i congressi non si celebravano, il partito diventava un momento autoreferenziale del suo presidente.
Il tutto con una grave disattenzione per i temi economici, ostacoli allo sviluppo del mezzogiorno determinati dalla politica leghista, sciatteria sull’etica e sulla immigrazione, utilizzazione strumentale dei temi della giustizia, prospettazione agli Italiani di un Paese esente da problemi, forte sui mercati.
La storia anche e soprattutto di questi ultimi mesi ha dato ragione (verrebbe da dire: purtroppo) a Fini. Il governo Monti restituisce credibilità politica, sobrietà istituzionale, affidabilità in Europa, punta alla ripresa dei mercati e della economia.

Il Terzo Polo.
La costituzione del Terzo Polo è una tappa essenziale per superare il difficile momento politico ed istituzionale legato alla condivisione di linee programmatiche e di valori. Le prospettive del terzo polo sono tutte da costruire.
Noi non siamo avversari del Pdl postberlusconiano, che tuttavia deve recuperare i valori riformisti, liberali e moderati  per la costruzione di un’area che realizzi appieno i valori ed i principi del PPE, scongiurando un ritorno al passato certamente dannoso per il nostro Paese.

Il Terzo Polo in provincia di Lecce.
Qualche giorno fa abbiamo costituito anche in provincia di Lecce il terzo polo. Abbiamo, insieme agli altri amici che lo compongono,  convenuto che esso non può limitarsi all’assemblaggio di più sigle ma deve tendere alla elaborazione e valorizzazione di una linea politica comune che sintetizzi i valori dei rispettivi partiti, esaltandoli, per costituire un centro di attrazione di altri movimenti espressione della società o di specifiche esigenze territoriali che non trovano riferimento nei partiti tradizionali.
Vi è quindi la necessità di proporsi quale soggetto politico affidabile, serio, concreto, senza oscillazioni; affermando forte che non inseguiremo le candidature esterne, facendoci trascinare da esse, ma intendiamo esserne promotori ed ispiratori; che non basculiamo nel mare delle alleanze per ottenere, a qualunque costo, il massimo risultato gestionale. Elemento certamente importante, in quanto ci candidiamo quale forza di governo anche nelle realtà locali, ma non indispensabile se il prezzo da pagare è costituito dalla perdita di vitalità della nostra linea politica e quindi della nostra identità di area moderata che si riferisce al PPE. Il corpo elettorale è stanco delle incertezze che spesso i partiti manifestano in ordine alle alleanze.
Il Terzo Polo, anche in provincia di Lecce deve ispirarsi alla alleanza, ormai sancita a livello, nazionale dove ha acquisito un ruolo centrale nella politica italiana tanto da aver determinato una sostanziale modifica del quadro nazionale, ormai  tripolare.
Inutile negare l’apporto che il Terzo Polo ha dato alla nostra politica lavorando fermamente alla svolta di governo e sostenendo con convinzione il neonato governo Monti.

Le alleanze nella città di Lecce
Il capoluogo non può sfuggire a questa logica e a questa linea.
Il Terzo Polo deve candidarsi alla guida della Città con un proprio candidato, la cui scelta non può costituire il punto di partenza ma il punto di arrivo di una alleanza ampia, estesa oltre il terzo polo. In questo senso, com’è noto,  abbiamo intrapreso, come terzo polo, un serio rapporto con Io Sud e APL che hanno manifestato grande interesse all’apertura di un tavolo di lavoro che, escludendo qualsiasi pregiudizialità alla individuazione del candidato sindaco, ne rinvii la indicazione al consolidamento della ampia coalizione e alla definizione del programma di governo della città.
Già nel primo incontro di ieri è risultato evidente che la costituenda coalizione non soffre della malattia dei due alternativi schieramenti. Non soffre della difficoltà di conciliare programmi e politiche essendo fortemente condizionate da contrasti difficilmente superabili. Ieri abbiamo constatato che vi può essere grande convergenza sia su temi sensibili di carattere generale, quale il nuovo assetto istituzionale che seguirà alla abolizione delle provincie, che su temi locali e provinciali. Credo che proseguendo su questa strada faremo gli interessi dei nostri concittadini.
Se il progetto sarà finalizzato, altamente probabile appare il raggiungimento dell’obbiettivo di vincere questa campagna elettorale, forti di un confronto certamente alto e qualificato, tenuto conto dei candidati già manifestatisi nel panorama politico.
Le tante criticità di Lecce
Riguardo alla situazione del capoluogo il programma dovrà tenere conto delle tante criticità che Lecce manifesta:
–    l’assoluta mancanza di integrazione delle politiche del turismo, dell’ambiente e della cultura, prive di significativi momenti di sinergia diretti alla complessiva valorizzazione del nostro territorio al di là temporale dei mesi estivi e che necessitano di una comune regia politica e di gestione, non potendosi più considerare le politiche del turismo, dell’ambiente e della cultura avulse le une dalle altre;
–    la necessità di una seria tutela dei nostri beni artistici, storici culturali, attraverso la creazione di una agenzia che gestisca unitariamente la fruizione dei beni e la organizzazione di eventi negli irripetibili contenitori di cui la città dispone (anfiteatri romano e greco, teatro politeama, teatro Paisiello e tra qualche tempo -speriamo breve- lo storico Teatro Apollo). Per non parlare degli altri contenitori pubblici e privati il cui elenco occuperebbe tutto il mio spazio.
–    la valorizzazione delle marine attraverso un impegno strutturale massiccio, anche attingendo a risorse private, ed un forte accordo con il comune di Vernole per la fruizione unitaria del lido ricadente sul suo territorio e la zona umida delle Cesine, luogo irripetibile ma poco utilizzato.
–    Altro obiettivo che il comune di Lecce non potrà mancare è la realizzazione del Porto di San Cataldo; vi è la necessità del riavvio della gara già prevista ed inspiegabilmente disattivata, malgrado non comportasse particolari oneri per l’amministrazione;
–    È indispensabile un intervento massiccio sul centro storico, divenuto schizofrenico: palcoscenico irripetibile offerto ai turisti nelle ore diurne, teatro di eccessi e sfogo dei paesi limitrofi nelle ore notturne.
–    Il traffico cittadino, (problema rispetto al quale attendiamo con preoccupazione l’avvio della c.d. metropolitana di superficie che si teme creerà intuibili aggravi al traffico, tenuto conto delle dimensioni degli autobus), va considerato elemento essenziale per lo sviluppo dei commerci e del turismo cittadino. Una circolazione virtuosa non potrà che incentivare i cittadini e i turisti ad una maggiore mobilità, con intuibili benefici  per gli operatori turistici e commerciali
–    Il problema della limitazione al traffico nel centro storico. Quanti amano Lecce sanno che sarebbe bellissimo poter godere integralmente della sua architettura nella serenità di vie pedonali. Tuttavia dobbiamo ammettere che la città non è ancora pronta per una chiusura massiva del centro storico perché allo stato non dispone delle infrastrutture, prima tra tutte una adeguata rete di parcheggi, che consentano di evitare il danno evidente che il commercio riceverebbe.
–    Il PUG costituisce una priorità e non deve essere uno strumento per favorire clientele e potentati ma atto programmatorio a disposizione delle politiche di sviluppo dei giovani, degli anziani e delle persone svantaggiate, con la previsione di specifiche tipologie edilizie a loro destinate; delle politiche del turismo; in generale delle politiche di sviluppo virtuoso del territorio.
–    Particolare attenzione dovrà prestarsi nei confronti dei disabili e dei soggetti che abbisognano dei servizi sociali che avranno necessità di un maggiore impegno non solo finanziario ma diretto al coinvolgimento del volontariato.

Le alleanze in provincia
Naturalmente, il progetto di allargamento del terzo polo può costituire terreno di coltura anche nelle altre amministrazioni comunali dove in primavera si voterà con il sistema proporzionale. Penso sopratutto a Casarano dove già sono stati avviati contatti con partiti e movimenti locali; ma anche a Galatone e Tricase dove pure pare possibile confermare tale linea di alleanze.

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