Foto Andrea StellaLa protesta parte da Lecce con un sit-in durante il quale si sono susseguiti  gli interventi di esponenti politici e istituzionali locali, questa mattina sul piazzale della stazione ferroviaria.

I tagli di Trenitalia, penalizzano il Salento, in difesa del territorio sono scesi in campo tutti i colori politici. Plauso del segretario provinciale Filt Cgil Domenico Conte per la coesione sindacale

 

 

“Finalmente un’azione confederale per il Salento in vista dei tagli previsti per far fronte al Patto di Stabilità”, ha commentato il segretario Conte che nella sua analisi ha individuato due problemi: il taglio ai trasporti pari al 75%, con gravi ripercussioni sulla popolazione (pendolari, studenti ecc) la cosiddetta “macelleria sociale”, e la volontà dell’ ad di FS Moretti che taglia le tratte per il meridione essendo queste, secondo lui, di minore interesse economico. Così per il 12 dicembre è prevista la soppressione di Intercity da Lecce per Milano, Venezia e Milano San Cristoforo. Saranno tagliati  i Frecciargento Lecce-Roma e i Frecciabianca Bari-Milano, l’Espresso Lecce-Roma e l’Intercity notte Lecce-Roma. I collegamenti regionali Brindisi-Taranto subiranno cambiamenti di orari.

Un colpo quasi mortale per il Salento che risulterebbe isolato e penalizzato su più fronti, come ribadiscono da giorni gli amministratori locali. Dai parlamentari salentini, Teresa Bellanova per il Pd e Adriana Poli Bortone per Io Sud, sono giunti gli interventi in Parlamento con le interrogazioni al neo ministro dei Trasporti Passera. La stessa Poli Bortone aveva proposto, in vista di una privatizzazione del sistema trasporti per cui il nuovo governo sembra propenso, un confronto con la società privata NTV di Della Valle e Montezemolo. La senatrice lo ha ribadito anche stamattina, mentre la Cgil ha dimostrato un certo scetticismo sulla privatizzazione, soprattutto dei servizi essenziali come il trasporto, che in mano ai privati creerebbe speculazione a danno dell’erogazione del servizio stesso.

Per questo motivo, unitamente le tre principali sigle sindacali, Cgil- Cisl – Uil,  si stanno organizzando per una più ampia azione di protesta su scala regionale, a seguire la discussione sul caso in Consiglio regionale di martedi prossimo. Questa mattina al sit-in era presente anche la vice presidente della regione Puglia, Loredana Capone, “abbiamo bisogno di sentirci parte integrante di un Paese che ha il dovere di riconoscerci come suoi figli legittimi – ha dichiarato la Capone – “contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere completamente marginalizzata, geograficamente ed economicamente. E’ necessario immaginare soluzioni alternative che vadano, però, incontro alle esigenze di una società e di un territorio che, purtroppo, patisce già le aspre conseguenze di una reiterata cattiva gestione del precedente governo”. D’altro canto, il Pd provinciale presente al sit-in è determinato a “non permettere l’innalzamento di muri contro lo sviluppo del Sud”. Interessamento anche da Roma con l’onorevole Ugo Lisi Pdl, “in questa fase di cambiamento e transizione governativa, è legittimo chiedere a tutte le forze di chiarire, con ogni sforzo, la sostenibilità di eventualità investimenti verso il Mezzogiorno relativamente ai trasporti pubblici”, e da Bruxelles con l’europarlamentare Raffaele Baldassare Pdl, “non può essere solo il mercato a stabilire la convenienza e le regole nel sistema dei trasporti ferroviari che, storicamente, sono connessi alla crescita e allo sviluppo del tessuto sociale di un Paese”. “Invece Moretti fa il contabile” – ha provocatoriamente asserito il segretario Filt Cgl Conte – mentre la politica nel suo insieme si è svegliata e lotta per un obiettivo comune, così come dovrebbe essere”. Alla manifestazione, in momenti diversi, hanno preso parte anche il sindaco di Lecce Paolo Perrone e il presidente della Provincia Antonio Gabellone.

 

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