Tutto da rifare per Lucia Bartolomeo, l’infermiera 36enne di Taurisano accusata dell’omicidio del marito Ettore Attanasio. La Cassazione ha annullato la condanna all’ergastolo inflitta in appello, il 12 maggio dell’anno scorso rinviando alla sezione distaccata di Taranto della Corte d’Assise d’Appello di Lecce.

Si riapre il processo, insomma, per la donna accusata di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’aver agito col mezzo di sostanze venefiche nei confronti del coniuge. Secondo la ricostruzione dell’accusa sarebbe stata lei infatti ad iniettare volontariamente una dose letale di eroina al marito. Una ricostruzione supportata dalle perizie dei consulenti nominati dai giudici e da alcuni messaggi che l’imputata avrebbe inviato al cellulare dell’amante, in cui dava per spacciato il marito. “Oramai è una questione di ore” avrebbe scritto in uno degli sms. Il movente del delitto, sempre secondo l’impostazione accusatoria, sarebbe da rinvenire nella relazione extra coniugale intrapresa e nella conseguente paura che, in seguito ad un eventuale separazione dal marito la donna avrebbe perso l’affidamento della figlia. Un movente che non ha mai retto per i suoi avvocati, Pasquale Corleto e Silvio Caroli, anche perchè non era supportata dalle dichiarazioni rese dall’amante, Biagio Martella, ascoltato come testimone nel corso del processo. Per questo i legali hanno presentato ricorso in Cassazione. Una decisione, quella pronunciata nelle scorse ore dai giudici della Prima Sezione della Suprema Corte, che riaccende un barlume di speranza nella Bartolomeo. Ora il processo è tutto da rifare. Si riparte da Taranto.

 

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