Foto Antonio CastelluzzoAccolte parzialmente le richieste della vicepresidente Loredana Capone a Trenitalia. “Lecce non può dirsi ancora del tutto soddisfatta”, dichiara, “il progetto scaturito dalla contrattazione avviata con l’amministratore delegato di Trenitalia il dott. Mauro Moretti, non è ancora sufficiente

: sebbene le relazioni di Lecce con Roma diurne restino costanti, e 2 coppie di treni Freccia Bianca nelle tratte diurne sulla linea Adriatica, si aggiungano alle 3 già esistenti; le tratte notturne con Intercity nella tratta Lecce Roma da giornaliere sono diventate settimanali (il venerdì da Roma a Lecce e la domenica da Lecce a Roma). Pertanto, – continua la vicepresidente- la preoccupazione del presidente Nichi Vendola nella lettera inviata al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, è più che comprensibile: il “prodotto notte” è scomparso del tutto da Taranto e registra una complessiva contrazione di offerta, sia sulla linea adriatica, sia sulla relazione Lecce-Bari-Roma. Quel servizio specifico, è in effetti molto avvertito da una fascia specifica di utenza composta da lavoratori e studenti pugliesi, essendo il percorso meno costoso.”
I sindaci saranno i primi a mobilitarsi il prossimo 7 dicembre a Roma, come deciso ieri al termine della riunione tenutasi a Foggia che ha visto la partecipazione dei Comuni maggiormente penalizzati, mentre  l’altro ieri si è tenuto in Regione un incontro con i parlamentari e con l’assessore Minervini proprio per ottenere una mobilitazione totale di tutto il territorio. “Il Salento chiede a gran voce di sentirsi parte integrante del Paese. – sottolinea Loredana Capone- “Contenere i costi in un momento di così grande crisi è dovere di ogni istituzione, pubblica e privata, ma non di certo a discapito di una terra che, così, rischierebbe di essere marginalizzata, geograficamente ed economicamente. La parità di trattamento che abbiamo richiesto a Moretti e al nuovo ministro, non è stata del tutto soddisfatta. Chiedo pubblicamente, una forte partecipazione di tutti i sindaci del territorio, soprattutto al sindaco di Lecce Paolo Perrone, all’incontro romano del 7 dicembre. Non dimentichiamo – aggiunge – che la soppressione dei treni significa anche soppressione dei servizi e, quindi, danno immediato per i lavoratori che vi operano come ad esempio i vagonisti che dal prossimo 11 dicembre saranno licenziati. Il Salento ha bisogno di sentirsi figlio legittimo di questo Paese”.

Il primo cittadino leccese replica a distanza alle dichiarazioni rilasciate dalla vicepresidente Loredana Capone in relazione all’incontro del 7 dicembre nella Capitale per affrontare la questione relativa ai tagli di Trenitalia: “Ho letto con attenzione le dichiarazioni rilasciate dalla vicepresidente della Regione Puglia Loredana Capone in merito alla richiesta di partecipazione all’incontro romano del prossimo 7 dicembre per affrontare il nodo dei tagli alle linee ferroviarie decisi da Trenitalia.
Francamente non riesco a comprendere questa singolare chiamata all’ordine da parte della vicepresidente della Regione che prova a tirarmi per la giacchetta in una polemica fuorviante. Per due ordini di motivi: 1) perché l’incontro romano del 7 dicembre a cui fa riferimento la vicepresidente Loredana Capone siamo stati noi  sindaci (e non altri) a chiederlo a gran voce per affrontare con determinazione la questione legata al taglio di alcune tratte ferroviarie;  2) perché come Amministrazione Comunale da sempre ci siamo battuti e continueremo a farlo per evitare che vengano tagliati i treni che collegano Lecce e il Salento al resto d’Italia.  Si tratta di due aspetti di non secondaria importanza che non possono essere affatto sottaciuti.
Ad ogni buon conto posso rassicurare la vicepresidente della Regione Loredana Capone che per quanto mi riguarda il prossimo 7 dicembre io sarò a Roma per difendere le ragioni del territorio leccese e salentino. Piuttosto mi auguro in quella occasione di ritrovare al mio fianco il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. La sua presenza garantirebbe maggiore forza alla vertenza messa in atto dai sindaci pugliesi per scongiurare l’ennesimo scippo ai danni del Salento”.

 

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