In occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, che nel 2011 ha lanciato alcuni obiettivi strategici, ripresi e sviluppati nel nostro paese nel Piano Italia 2011, promosso dal Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali,  si è tenuto a Catania il Convegno nazionale: “Luce a Mezzogiorno.

Il volontariato del Sud tra esigenze di riconoscimento e obiettivi strategici”. L’evento, curato dall’Isfol (Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori), di concerto con il Ministero del Lavoro, ha voluto puntare l’attenzione sui progressi del Mezzogiorno nel Terzo Settore. In più, specificatamente, ha voluto verificare in che misura quest’area abbia recepito gli obiettivi nazionali e comunitari dopo la Decisione del Consiglio d’Europa del 2009 che aveva posto come priorità dell’Anno Europeo del Volontariato la creazione di condizioni favorevoli alla partecipazione civica,  il miglioramento della qualità delle attività sostenute e la diffusione di incentivi e pieno riconoscimento a queste attività, nonché una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica ad una più ferma presa di coscienza collettiva.  Ed evidentemente così è stato in quanto i dati relativi al 2011 sono molto incoraggianti: in Italia esisterebbero più di 40.000 associazioni di volontariato, di cui il 63% iscritta a registri pubblici. E il primato sarebbe proprio delle regioni del Sud, in particolare Sicilia e Puglia: un risultato davvero straordinario e di grandissima rilevanza soprattutto in un’area del paese così economicamente svantaggiata, dove la presenza di soggetti in grado di sostenere gli individui in situazioni di difficoltà è quasi fondamentale.
L’Isfol è presente con il progetto PERSEO (Promuovere Esperienze di Rendicontazione Sociale e Organizzativa) che, in alcune aree-pilota del Mezzogiorno, cercherà di realizzare, con il contributo delle Regioni, progetti con l’obiettivo di creare occupazione in favore di attori svantaggiati, i quali saranno impiegati in lavori di pubblica utilità. Il fine è quello di realizzare una crescita qualitativa delle competenze dei soggetti operanti nel volontariato nonché l’attuazione di una sperimentazione che dovrebbe interessare ben 100 organizzazioni delle quattro regioni in esame (Puglia, Sicilia, Campania e Calabria).

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