Foto Antonio CastelluzzoSi è svolto ieri pomeriggio, nell’ aula consiliare del Comune di Minervino di Lecce, il convegno“Le pietre e le stelle” un codice linguistico per il megalitismo salentino. All’evento hanno partecipato ospiti importanti, il prof. Gino Merico dell’ European Geophysical Society

, il prof. Vito Francesco Polcaro, Astrofisico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, il prof. Elio Antonello, Presidente della Società Italiana di Archeoastronomia, il prof. Vincenzo Orofino, Astrofisico presso l’Università del Salento.

Il convegno ha trattato il tema del megalitismo salentino. L’archeologia accademica tende a relegare il fenomeno del megalitismo in un periodo che va dal IV al II° millennio a.C. In realtà, grazie alle scoperte di ricercatori indipendenti e appassionati, questa datazione si può arretrare fino al 10-15.000 a.C.
Ma un dubbio rimane: come è stato possibile che in tutto il mondo, culture diverse fra loro e senza contatti reciproci, abbiano utilizzato la stessa tecnica costruttiva, ossia l’uso di enormi blocchi in pietra, il cui peso spesso superava le cento tonnellate?
Gli esempi di costruzioni megalitiche sono numerosi: dalla Bolivia, alle Piramidi in Egitto, dati templi Maya alle città fenice di Tebe, Delfi, Micene, Tirinto. A noi più familiare risultano la civiltà meragica in Sardegna, quella Etrusca e nel Salento i popoli pre-Messapico e Messapico.
L’uomo dei Megaliti aveva a disposizione la natura e la sua energia.
I nostri antenati erano perfettamente in grado di sentire le diverse energie di cui erano circondati; le utilizzavano come fossero informazioni ed erano capaci di gestirle e utilizzarle, essendo l’unico modo di sopravvivenza.
Oggigiorno invece: calendari, telefonini, orologi, antenne sono le nostre energie informanti.
E’ su questo aspetto che l’Amministrazione Comunale di Minervino di Lecce ha voluto soffermarsi mettendo in luce ed in sinergia l’aspetto astrofisico ed archeastronomico con la realtà locale,  quale è il Parco Culturale “Dolmen Li Scusi”.

Dolmen “Li Scusi” sulla provinciale  Minervino di Lecce – Uggiano la Chiesa , è il primo Dolmen rinvenuto e catalogato in Puglia e la sua scoperta risale al 1879.
Il lastrone di copertura presenta un foro passante al centro nel quale i raggi del sole vi penetrano interamente solo il primo giorno del solstizio d’estate.
Per le grandi dimensioni è considerato il più grande Dolmen della Puglia dopo quello di Bisceglie.
L’intera area dolmenica è stata recuperata con la realizzazione del Parco Culturale Dolmen “Li Scusi”. Trattasi di un progetto di conservazione, valorizzazione e fruizione degli itinerari megalitici intorno all’omonimo Dolmen che consente di potenziare il volume attrattivo della campagna locale particolarmente ricca di sedimenti e testimonianze megalitiche.
Un itinerario che si configura come una vera e propria “passeggiata del benessere” tra ulivi plurisecolari e millenari, muretti a secco e viottoli di campagna. Un cammino della salute e del relax incorniciato da centinaia di blocchi di pietra argentati che richiamano rafforzandolo la fisionomia del territorio in epoca pre-romana e pre-ellenica.

 

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