“La proposta di legge dell’Udc, Ppdt, Mep, I Pugliesi, Psi, Idv, sul riequilibrio dei poteri tra presidente della Giunta e consiglieri, quella sulla riduzione del numero dei componenti il Consiglio regionale e quella sulla pari rappresentanza dei sessi in Consiglio ed in Giunta sono il segno inequivocabile dell’esigenza

di un ammodernamento dello Statuto della Regione Puglia e dell’impegno che tutte le forze politiche stanno profondendo in questo senso.
Tuttavia la scarsa fiducia che la politica riscuote in questo particolare momento da parte dei cittadini richiede anche un approfondimento relativo alla selezione dei potenziali candidati nelle liste elettorali che dovrebbe essere operata   dai partiti in base a criteri che tengano conto in primis delle esperienze maturate. Oggi troppo spesso uomini e donne si ritrovano a ricoprire ruoli di parlamentari, consiglieri regionali e sindaci senza essere passati da una gavetta formativa nei consigli comunali”.
Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro.
“Le proposte di legge di modifica dello Statuto della Regione Puglia si prestano ad una serie di considerazioni politiche più ampie sulle modalità di selezione dei candidati consiglieri, a tutti i livelli istituzionale” ha commentato il capogruppo Udc.
“L’assenza di un percorso formativo all’interno delle formazioni partitiche, così come avveniva fino a qualche decennio fa, ha consegnato la politica nelle mani dei burocrati che dettano (spesso rallentandoli) i tempi ed i modi dello sviluppo economico e sociale.
La prevaricazione della burocrazia ha avuto come conseguenza la nascita di una classe politica sempre meno preparata e una diminutio del ruolo dei singoli consiglieri ed assessori, incapaci di incidere su scelte determinanti e strategiche.
Al di là delle percentuali che potranno essere stabilite da future leggi sulla pari rappresentanza dei sessi, in questo particolare momento di difficoltà politica dettata anche da una crisi economica di dimensioni globali, quello su cui occorre riflettere è la preparazione e la formazione dei futuri amministratori.
Allo stesso tempo sarebbe il caso di estendere la riflessione sul limite del numero di mandati che oggi è imposto solo a sindaci e presidenti di provincia ma che, a nostro avviso, andrebbe esteso a tutti i livelli istituzionali, anche attraverso regole interne ai partiti.
Una limitazione – ha concluso il presidente Negro – che garantirebbe un continuo ricambio generazionale ed un rinnovamento della politica che si assicurerebbe maggiore credibilità da parte dei cittadini”.

CONDIVIDI